Consulta, bocciata la legge Fini-Giovanardi COMMENTA  

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Dal 2006 ad oggi la legge Fini-Giovanardi ha disciplinato il delicato argomento delle sostanze stupefacenti, equiparando le droghe leggere a quelle pesanti e livellando quindi anche i reati e le rispettive pene verso l’alto. La Corte Costituzionale, però, si è pronunciata sulla legge dichiarandola incostituzionale. Per la precisione, la Consulta ripristina il sistema delle pene e la distinzione tra droghe leggere e pesanti che era in vigore prima dell’introduzione della legge Fini-Giovanardi. Il massimo delle pene previste scende quindi da venti a sei anni di carcere.


Chi ha in corso un processo per detenzione di stupefacenti (e si stima che siano circa diecimila i detenuti in carcere per questo motivo) potrà contare su sanzioni più leggere ed evitare del tutto il carcere, se sussistono determinate condizioni. La Corte Costituzionale ha contestato inoltre che la normativa sulle droghe era stata inserita con un emendamento nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006.


 

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