Continuano i controlli del fisco: da Cortina si passa a Roma COMMENTA  

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Una pattuglia della Guardia di Finanza
Una pattuglia della Guardia di Finanza

Una pattuglia della Guardia di Finanza
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ROMA – Ieri la guardia di finanza ha passato al setaccio diversi esercizi commerciali a Roma. I risultati sono piuttosto deludenti: un commerciante su due risulta per l’appunto irregolare. La scusa è molto spesso la solita. “È andato via prima che potessimo stampare e consegnare la ricevuta”, chiosano i commercianti.

I militari hanno agito nelle zone intorno a viale Marconi, a via della Conciliazione e a via Cola di Rienzo. Sotto controllo anche il centro storico, il quartiere Eur e Ostia.
I militari hanno notato che ultimamente è diventata prassi rilasciare falsi scontrini, fatti con calcolatrici dalle quali fuoriesce una ricevuta che non ha alcun valore legale: quando non vengono emesse da registratori di cassa, infatti, le ricevute non sono valide.


Tutte queste azioni articolate sono una novità in Italia, che ha sopravvissuto finora senza troppi controlli, e sono il frutto del “Piano coordinato di controllo economico del territorio” voluto dal governo. Le reazioni politiche sono contrastanti: l’ex sottosegretario Daniela Santanchè, in quota “la Destra”, parla di “criminalizzazione della ricchezza” e il senatore del PDL Fabrizio Cicchitto definisce il tutto come un’“operazione mediatica” finalizzata solo ad alzare inutili polveroni.

Nichi Vendola, governatore della Puglia e leader di Sel, applaude invece l’operato delle fiamme gialle, ma aggiunge: “senza redistribuzione del reddito il governo rischia di vanificare la bontà dell’operazione”.

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