Contratti e premi per i top manager, le teorie dei nuovi premi Nobel

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Contratti e premi per i top manager, le teorie dei nuovi premi Nobel

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C’è l’analisi della contrattualistica al centro delle teorie sviluppate dai due neo premi Nobel per l’economia, Oliver Hart e Bengt Holmstroem.

La recente assegnazione del premio Nobel per l’economia a Oliver Hart e Bengt Holmstroem ha spiazzato tutti. Il nome atteso – quello favorito, se così si può dire, dai pronostici – era un altro, ovvero quello del francese Olivier Blanchard. Invece la giuria di Stoccolma ha scelto loro. “I vincitori” hanno spiegato dalla Real Accademia di Svezia, “hanno sviluppato uno schema esauriente per analizzare diverse problematiche dell’architettura contrattuale, come la retribuzione basata sulla performance per i top manager, le deduzioni e le coretribuzioni nelle assicurazioni e la privatizzazione delle attività del settore pubblico”. L’importanza delle teorie sviluppate da Hart e Holmstroem è andata oltre l’applicazione in campo economico, spostandosi anche in “altre aree, dal diritto costituzionale alla teoria fallimentare”.

Anglo americano Oliver Hart, finlandese Bengt Holmstroem, sono apparsi entrambi sorpresi dal riconoscimento ottenuto. “Sono molto contento” il primo commento di Holmstroem, che si è detto “confuso e grato”. Oliver Hart, invece, ha raccontato di essersi svegliato alle 4.40 chiedendosi “se ormai si stesse facendo troppo tardi per quest’anno”: “ma poi per fortuna il telefono ha squillato”.

Le teorie sviluppate dai due premi Nobel Hart e Holmstroem

Il lavoro dei due nuovi premi Nobel per l’economia affonda le radici vari decenni fa, quando – si era a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo – i due studiosi iniziarono ad esempio a occuparsi del quadro generale in cui immaginare i contratti per i top manager (Holmstroem) e delle condizioni ottimali della gestione societaria (Hart). Analisi teoriche ma dotate in alcuni casi di sorprendenti applicazioni pratiche. Holmstroem, rispondendo ad alcune domande, ha spiegato che la contrattualistica e il sistema di assegnazione dei bonus ai top manager sono troppe complicate, e che è fondamentale che i premi ai dirigenti “non siano versati tutti in una sola volta, ma vadano spalmati su un protratto periodo di tempo”.

Ora l’appuntamento rimane fissato per il prossimo 10 dicembre con la cerimonia ufficiale di assegnazione del premio Nobel. Per Hart e Holmstroem ci sarà un premio complessivo di circa 800 mila euro.

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