Contratto apprendistato 2017: tutto quello che c’è da sapere

Economia

Contratto apprendistato 2017: tutto quello che c’è da sapere

Apprendistato
Apprendistato

Il contratto di apprendistato permette a molti giovani di entrare nel mondo di lavoro continuando parallelamente il loro percorso di formazione e di studio

Molti di voi si saranno chiesti in che cosa consista precisamente il contratto di apprendistato nell’anno corrente e quali siano i dettagli fondamentali che lo contraddistinguono: vediamo assieme alcune delle informazioni essenziali che risulteranno utili per muoversi con consapevolezza sapendo tutto ciò di cui necessitate. Fondamentale è sapere che il contratto di apprendistato permette una crescita professionale all’interno di un’azienda attraverso un percorso formativo atto a mettere in contatto col mondo del lavoro per un primo importante approccio. Con il decreto del lavoro ha subito delle modifiche nel tentativo di ampliarne le potenzialità; l’apprendistato viene visto come una sorta di contratto introduzione ad un contratto a tempo indeterminato per i giovani che desiderano iniziare a lavorare e parallelamente portare avanti la loro esperienza universitaria o in generale di studio.

Ma il vantaggio non è solamente dello studente che usufruisce del contratto di apprendistato, bensì anche delle aziende che in questo senso possono ottenere importanti sgravi fiscali e contributivi: basti pensare a titolo esemplificativo che per gli apprendisti che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 2012 e la cui assunzione non vada oltre la data del 31 dicembre 2016, le aziende che hanno assunto e hanno fino a 9 dipendenti possono godere di uno sgravio contributivo che è per i primi 3 anni pari eccezionalmente al 100% e inoltre hanno una diminuzione del 10% nel quarto anno della remunerazione imponibile a fini previdenziali.

Fino a che età si può fare

Il contratto di apprendistato è esteso a tutti i giovani che hanno tra i 15 e 29 anni. Importante è soprattutto essere consci del fatto che la jobs act ha inserito alcuni importanti cambiamenti per questa specifica tipologia di contratto: tra di essi vi è per esempio l’obbligo di riservare un numero minimo di posti per gli apprendisti fino a raggiungere almeno il 20% del totale per aziende con almeno 50 dipendenti nelle loro file.

Il datore di lavoro inoltre deve inviare il rendiconto del percorso formativo al firmatario del contratto entro i 45 giorni successivi. Importante è inoltre la categorizzazione dei contratti di apprendistato, i quali possono essere veicolati sotto precise classi: abbiamo per esempio quello di ricerca e alta formazione, il quale è rivolto nello specifico a persone con un età compresa fra i 18 e i 29 anni, in particolare a coloro che vogliono conseguire un titolo di specializzazione tecnica e la durata è variabile a seconda del tempo necessario per terminare le attività di ricerca e specializzazione stesse; poi c’è il contratto di apprendistato ascrivibile alla categoria professionalizzante, sempre rivolto a ragazzi maggiorenni fino ai 29 anni, che è anche il più comune contratto formativo per arrivare a coltivare una professione specifica: per l’artigianato l’apprendistato dura 5 anni, per tutti gli altri ambiti la durata è triennale; infine abbiamo l’apprendistato rivolto alla qualifica professionalizzante che si definisce in tal modo perché teso a far seguire un particolare percorso di formazione o istruzione: esso è rivolto a giovani dai 15 ai 25 anni e dura 3 anni, fatta eccezione per l’ottenimento del diploma quadriennale regionale che permette di allungare l’iter di un anno.

Tabelle retributive

Per gli apprendisti assunti secondo l’art 41, comma 2, lett.

a) d.lgs. n. 81/2015, come conseguenza di un accordo rilevante tra Filcams-Cgil, ConfCommercio,Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl e con lo scopo di rendere più fattibili contratti per giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro dopo particolari percorsi formativi e scolastici, si è deciso che per le ore svolte presso il datore di lavoro e al di fuori del piano cosiddetto formativo la percentuale di retribuzione sarà del 50% del compenso dei lavoratori qualificati per il primo e secondo anno, del 65% il terzo anno e del 70% per un eventuale quarto. In ogni caso la retribuzione deve partire dal CCNL specifico: il compenso deve tenere ovviamente conto delle ore totali sul lavoro e quelle propriamente di formazione nella misura di partenza che è del 35%. La jobs act ha introdotto un altro provvedimento interessante per favorire i ragazzi delle scuole di secondo grado: il contratto di apprendistato studenti scuola superiore, che permette agli studenti degli ultimi due anni di intraprendere un percorso di formazione in aziende.

Quanti giorni di ferie all’anno

A prescindere dalla categoria di contratto di apprendistato vi sono alcuni diritti fondamentali riconosciuti a tutti i lavoratori/studenti.

Vediamo quali sono: innanzitutto l’assicurazione contro le malattie professionali e gli infortuni che possono accadere sul posto di lavoro; ma anche assicurazione contro vecchiaia e invalidità, la maternità, la disoccupazione et similia. Ma ovviamente tra i diritti riconosciuti vi è anche quello alle ferie, sancito per tutti i lavoratori dall’articolo 36 comma 3 per almeno 4 settimane di vacanza retribuite. Nel caso particolare dei lavoratori con questo specifico contratto vi sono delle discrepanze: per esempio per coloro che stanno svolgendo un apprendistato nel settore metalmeccanico le ferie variano a seconda dell’età, per cui sotto ai 16 anni sono concessi 30 giorni di ferie, mentre al di sopra di quella soglia sono concesse 4 settimane di ferie. Per l’apprendistato nell’ambito del commercio i lavoratori possono usufruire di vacanze pari agli operai e anche impiegati del CCNL del medesimo settore.

Come licenziarsi

Durante lo svolgimento in essere del contratto l’apprendista non può essere licenziato. Nel caso invece in cui sia l’apprendista che voglia porre la parola fine all’apprendistato, allora sarà necessario un preavviso prima di dimettersi e l’operazione sarà effettuabile in qualsiasi momento a differenza di quanto accade per il datore di lavoro nel caso volesse terminare il suddetto rapporto. Consultare prima i termini previsti dal CCNL e dal livello d’inquadramento: nel caso essi non siano rispettati dall’apprendista, egli può incorrere in una sanzione, ossia l’indennità di mancato preavviso.

Come calcolare i contributi

I contributi da versare da parte degli apprendisti ammontano al 5.84% a fini previdenziali della retribuzione definita imponibile. Importante è stata anche la modifica riguardante le aliquote contributive Cigo, che a partire dalle buste paga del settembre del 2015 per l’industria fino a 50 dipendenti sono generalmente l’ 1,70%, il 2 invece per quella oltre questa soglia; per gli operai di artigianato e l’industria edile il 4,70% e così via.

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