Convalescenza nel Parco Naturale delle Alpi Marittime per la giovane lupa recuperata ferita a Pragelato COMMENTA  

Convalescenza nel Parco Naturale delle Alpi Marittime per la giovane lupa recuperata ferita a Pragelato COMMENTA  

Lupa_ad_Entracque_1La femmina di Lupo (Canis lupus) recuperata ferita a Soucheres Basses di Pragelato il 5 dicembre scorso dagli agenti faunistico-ambientali del Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia di Torino è stata trasportata giorni fa presso il Centro Faunistico “Uomini e Lupi” del Parco Naturale delle Alpi Marittime, ad Entracque (Cuneo) per un periodo di convalescenza.


Il Centro di Entracque è l’unico nell’area alpina dotato dell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente per offrire ospitalità temporanea o permanente ad esemplari di Canis Lupus. L’area faunistica, oltre al settore riservato alla cura degli animali feriti, propone al pubblico un percorso di interpretazione ed una torretta di avvistamento, al centro di un recinto di nove ettari che attualmente accoglie tre Lupi riabilitati ma non più in grado di tornare alla vita selvatica.


Se la convalescenza procederà regolarmente, la Lupa potrebbe tornare nei prossimi mesi ad alimentarsi autonomamente e a vivere nell’ambiente naturale nel quale era stata recuperata. Quello del 5 dicembre è stato il primo recupero di un Lupo vivo di cui si abbia notizia in provincia di Torino, mentre ammontano ormai ad una ventina gli esemplari ritrovati morti, perlopiù in Valsusa a causa dell’investimento da parte di treni e autoveicoli.


Il carnivoro è stato curato nei giorni scorsi presso il CANC, il Centro Animali Non Convenzionali della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Torino, a Grugliasco, per le fratture e le ferite riportate a seguito dell’impatto con un’autoveicolo sulla Strada Regionale 23 del Sestriere. La Lupa presentava una frattura alla tibia della zampa posteriore sinistra ed una lussazione al femore della zampa destra. L’equipe dell’ortopedico veterinario e docente universitario Bruno Pejrone ha portato a termine un intervento che, dal punto di vista clinico, è perfettamente riuscito. Nei giorni successivi, la Lupa è stata costantemente monitorata con sofisticati apparati di controllo in remoto, quali telecamere diurne, notturne e ad infrarossi; strumenti con i quali si è riusciti a visualizzare il decorso post operatorio e a garantire l’assenza di contatto con l’uomo, che è necessaria per evitare un imprinting dannoso. Proprio per evitare il più possibile il contatto con l’uomo, appena è stato possibile, la Lupa è stata sistemata provvisoriamente nel canile di Grugliasco, messo a disposizione dal Comune. La convalescenza ad Entracque dovrebbe consentire all’animale di riprendere a camminare, all’interno di uno spazio recintato e protetto, senza venire a contatto con altri Lupi, che, non riconoscendola come membro del proprio branco, potrebbero aggredirla. Il processo di guarigione delle ferite e delle fratture sarà monitorato con una radiografia, che sarà effettuat tra un mese circa. Trascorsi due mesi dall’operazione, verrà rimossa la placca inserita nella zampa posteriore sinistra e sarà valutata la possibilità di riportare l’animale nell’ambiente naturale della Val Chisone.

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“Il Canis Lupus è ormai una presenza abituale nelle Alpi Occidentali ed il suo ritorno è indice del progressivo ristabilirsi degli equilibri naturali, visto che i carnivori come i Lupi sono in cima alla catena alimentare. – sottolinea Marco Balagna, Assessore alla Tutela della Fauna e della Flora della Provincia di Torino – Considerati estinti all’inizio del XX secolo, i Lupi sono tornati ad essere avvistati nelle nostre vallate nel 1997. Il primo progetto di monitoraggio della presenza del Canis Lupus in Valsusa e in Val Chisone è partito nel 1998. Grazie al progetto Lupo Interreg del 1999 e a progetti successivi, è stato possibile varare iniziative di mitigazione dei danni arrecati alle greggi ovine, sono stati organizzati incontri di sensibilizzazione della popolazione delle vallate, è stato possibile fornire agli allevatori cani da guardia e reti elettrificate e rimborsare i danni agli allevatori”.

La giovane Lupa, di età intorno agli 8-9 mesi, era stata avvistata la sera del 4 dicembre intorno alle 20 da un dipendente dell’Azienda faunistico-venatoria Albergian, mentre si trascinava in evidente difficoltà, in località Soucheres Basses, nei pressi della SR23, all’interno del territorio di competenza dell’Azienda. Il personale del Servizio Tutale Fauna e Flora, avvisato dell’emergenza, è intervenuto la mattina successiva per catturare il carnivoro. Si è trattato di un’operazione lunga e complessa, alla quale hanno collaborato il personale dell’Azienda Albergian ed una guardia venatoria volontaria della Federazione Italiana della Caccia. La Lupa è stata immobilizzata, posta all’interno di una cassa costruita appositamente per il trasporto e riportata a valle sulla SR 23 grazie ad una motoslitta. E’ stata successivamente trasferita al Centro Animali Non Convenzionali, che è convenzionato con la Provincia di Torino, nell’ambito del progetto “Salviamoli Insieme”, per il recupero e la riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà.

A CHI RIVOLGERSI QUANDO SI RINVENGONO ANIMALI FERITI O IN DIFFICOLTA’: IL PROGETTO “SALVIAMOLI INSIEME” DELLA PROVINCIA

– Provincia di Torino – Servizio Tutela Fauna e Flora, corso Inghilterra 7, Torino, telefono 011-8616987, cellulare 349-4163347; dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 14,30, il venerdì dalle 9 alle 13

– Ospedale Veterinario della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino, via Leonardo da Vinci 48, Grugliasco, telefono accettazione 011-6709053 e 366-6867428, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14
Per saperne di più: http://www.provincia.torino.it/natura/fauna_flora/salviamoli/

QUALCHE NUMERO

Nel 2012, ad oltre 15 anni dall’avvio del progetto, “Salviamoli Insieme” ha stabilito un record, prendendo in consegna ed avviando alle cure necessarie 2329 animali in difficoltà. Altro numero fondamentale è quello dei successi, cioè degli animali rimessi in libertà perché completamente ristabiliti e in grado di tornare ad alimentarsi e vivere nell’ambiente naturale, che sono 931, cioè circa il 40% del totale. Di fondamentale importanza è la collaborazione tra la Provincia e l’Ospedale Veterinario della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino, ai cui medici sono affidati gli animali recuperati dagli agenti faunistico-venatori, nei casi in cui non siano in grado di vivere ed alimentarsi autonomamente.

I numeri maggiori di conferimenti sono quelli delle specie più comuni quali Colombi, Rondoni, Merli e Cornacchie. Seguono a ruota i mammiferi più particolari e restii al contatto con l’uomo: i Pipistrelli: sono 116 quelli consegnati agli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora. Altri mammiferi sovente ritrovati in difficoltà e consegnati agli agenti faunistico-venatori della Provincia di Torino sono i Ricci, con 80 esemplari. Seguono i Caprioli (60) le Volpi (18), i Tassi (12), i Ghiri (11), gli Scoiattoli Rossi (5), le Faine (4).

I rapaci notturni e diurni sono animali dal notevole valore ecologico, in quanto carnivori situati al vertice della catena alimentare. Nel 2012 gli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia hanno preso in consegna 31 Gheppi, 29 Civette, 21 Poiane, 19 Allocchi, 14 Sparvieri, 9 Gufi, 7 Astori, 3 Assioli, 3 Pecchiaioli e persino un’Aquila Reale. In notevole aumento la presenza dei serpenti, spesso ritrovati in ambienti urbani: sono9 quelli consegnati alle cure dei medici dell’Ospedale della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino.

L’elenco dei recuperi comprende anche quelle specie esotiche che non dovrebbero essere detenute o comunque non dovrebbero essere abbandonate o liberate nell’ambiente naturale o in quello urbano: 13 Scoiattoli Grigi (specie non autoctona, che ha quasi soppiantato lo Scoiattolo Rosso autoctono), 12 Pappagalli, 14 Tartarughe, un Camaleonte e un Iguana.

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