Cop 21, in tutto il mondo cortei per chiedere un vero accordo COMMENTA  

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La Conferenza Mondiale sul Clima di Parigi è iniziata e nel mondo sono state diverse le manifestazioni organizzate da varie associazioni al solo scopo di richiamare l’attenzione su questo fondamentale appuntamento.


L’Italia non è stata da meno degli altri, visto che a Roma, domenica, si è svolta una marcia pacifica alla cui testa si è posta la presidente della Camera Laura Boldrini, in una inedita veste di protettrice del clima. Un corteo partito da Campo dei Fiori, al quale hanno partecipato varie personalità della politica, fra cui il segretario della Uil Carmelo Barbagallo, l’ambasciatrice francese in Italia, Catherine Colonna, rappresentanti di Wwf, Legambiente e molte altre associazioni.


La presidente Laura Boldrini ha affidato a Twitter l’annuncio della sua partecipazione, scrivendo “anche io a #marciaperilclima. Impegno collettivo importante per tenere alta l’attenzione sul summit di #Parigi”, “A #marciaperilclima per dare il mio sostegno ai cittadini che vogliono fare sentire la loro voce su #climatechange”. Il corteo è terminato ai Fori Imperiali, dove si è poi svolto il concerto “per il clima e per la pace”.


“Cop 21, un vero accordo per cambiare” era il testo dello striscione che ha attraversato Roma e che, nella sua semplicità, riassume le vere aspettative, popolari, anche, se si vuole chiamarle così, legate alla conferenza di Parigi.

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“Un vero accordo”, qualcosa di significativo, insomma, di importante, di esagerato, qualcosa che rappresenti davvero un punto di svolta nel rapporto con il nostro mondo, inteso sia come modo di vivere, sia come pianeta. Le attese sono alte e, proprio per questo, rischiano di essere deluse. C’è chi pensa che sia ormai tardi, quei “cinici” di cui ha parlato Barack Obama e ai quali non si dovrebbe dare ascolto. C’è chi pensa, al contrario, che la Cop 21 sarà davvero un momento storico, perché gli effetti del cambiamento climatico sono ormai così evidenti che anche  gli scettici non possono più ignorarli (eppure ci sono ancora quelli che lo fanno).

Se non cambierà nulla, o cambierà troppo poco, il mondo è destinato ad avviarsi verso un rialzo di temperatura superiore ai due gradi centigradi, equivalente a dire che il pianeta Terra, per come lo conosciamo adesso, non esisterà più. Se non cambierà nulla, del resto, sarà perché a Parigi prevarranno ancora una volta le piccole logiche campanilistiche che portano a pensare che l’incremento del prodotto interno lordo equivalga per davvero al successo e alla felicità. Se non cambierà nulla, sarà perché gli esseri umani penseranno ancora una volta di non dover rendere conto a nessuno del loro operato, e che non c’è forma di sovra sfruttamento, inquinamento o indotta estinzione della quale non ritengano di potersi servire.

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