Corro perché mia mamma mi picchia COMMENTA  

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STORTI

 

 

Siamo abituati a vederlo insieme agli inseparabili Aldo e  Giacomo, ma in questo libro Giovanni Storti si presenta in una veste insolita,  maglietta e pantaloncini, e ci parla della sua più grande passione fuori dal  palco, quella per la corsa.

Lo fa alla sua maniera, con la consueta ironia, con  un intreccio di leggerezza e profondità. Alternandosi nel racconto con Franz  Rossi, compagno di avventure e di allenamenti, Giovanni, instancabile  “assaggiatore di corse”, pronto a sfidare il caldo come il freddo, a correre di  giorno e di notte, a qualsiasi latitudine o altitudine, ci spiega come ha  scoperto, o meglio riscoperto, questa vena atletica.

Dalle fughe infantili per  sottrarsi alle ciabattate materne a una pratica ritrovata, non tanto per  motivazioni salutistiche, quanto perché la corsa ha il fascino di una vera arte.  Ci addentriamo così, in compagnia dei due protagonisti, negli itinerari delle  gare più coinvolgenti, sentiamo con loro la fatica ma anche il piacere di  misurarsi con se stessi e con gli altri, la gioia di superare i propri limiti.

E  soprattutto impariamo a guardare con curiosità ed emozione i luoghi e l’umanità  che si incontrano lungo il tragitto. Si aprono davanti a noi scorci di una  Milano, quella dei Navigli, dei parchi e della Montagnetta di San Siro, lontana  dall’affannata metropoli dell’immaginario collettivo.

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Prefazione di Giacomo  Poretti

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