Corte di Giustizia Europea: ‘A rischio la privacy dei cittadini europei, niente dati sensibili sui server americani’

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Corte di Giustizia Europea: ‘A rischio la privacy dei cittadini europei, niente dati sensibili sui server americani’

Una sentenza emessa dalle Corte di Giustizia Europea potrebbe aprire una nuova frontiera nell’ambito della tutela della privacy dalle ingerenze dei servizi di Intelligence americani e dalla loro invadenza rispetto ai dati sensibili degli utenti dei maggiori social network.

La sentenza ha stabilito stamattina che gli Stati europei possono sospendere, se lo ritengono opportuno, il trasferimento dei dati personali dei loro cittadini verso i server americani dove vengono accumulati gli archivi informatici dei social network di diritto statunitense. In pratica, gli stati potranno vietare che i profili Facebook confluiscano nelle centrali di archivio informatico statunitense se ritiene che la riservatezza dei propri cittadini debba essere salvaguardata.

La sentenza si ricollega ad una direttiva emanata dalla Ue relativa al trattamento dei dati personali, che autorizza il trasferimento dei dati personali verso un paese terzo a condizione che quest’ultimo protegga i dati in modo adeguato. La direttiva delega alla Commissione Ue il compito di certificare che i dati vengano custoditi in modo accurato e solo allora consentire il trasferimento dei dati.

Nel luglio del 2000 la Commissione Ue aveva già dato parere favorevole sull’effettiva garanzie fornite sulla protezione dati dagli Stati Uniti. In quell’occasione l’esecutivo doveva assicurarsi che fosse equivalente a quello assicurato nell’Unione. Secondo la sentenza della Corte con l’autorizzazione concessa dalla Ue ‘la Commissione non ha proceduto a una constatazione del genere, ma si è limitata a esaminare il regime dell’approdo sicuro’, il cosiddetto ‘Safe Harbour’. Il caso Snowden ha riaperto in modo clamoroso la questione della protezione effettiva dei dati, nei server americani.

La Corte ha ritenuto che il meccanismo di ‘Safe Harbour’ è di applicazione esclusiva delle imprese americane che lo sottoscrivono e che, invece, le autorità pubbliche degli Stati Uniti non vi sono assoggettate. Un vero e proprio controsenso. La Corte ha affermato altresì che ‘le esigenze afferenti alla sicurezza nazionale, al pubblico interesse e all’osservanza delle leggi statunitensi‘ devono essere considerate prevalenti ‘sul regime dell’approdo sicuro‘.

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