Cosa è l’esperanto

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Cosa è l’esperanto

L’ esperanto è la lingua artificiale più popolare del mondo.

Le lingue naturali, come l’inglese, si sviluppano nel tempo e sono tipicamente stracolme di stranezze e irregolarità grammaticali, che possono creare difficoltà e perdita di tempo negli stranieri che le studiano. Chiunque si sia sforzato di imparare il francese o il latino o il tedesco lo capirà.

D’altro canto, le lingue costruite o artificiali sono invenzioni. Di solito sono create da una persona singola e sono deliberatamente studiate per essere libere da stranezze che tormentano le lingue naturali. Molte lingue artificiali vennero create con lo scopo di facilitare la comunicazione tra le persone che parlano diverse lingue tra loro.

L’INVENZIONE DELL’ESPERANTO

L’esperanto fu creato nella Polonia del diciannovesimo secolo da un giovane dottore idealistico e poliglotta che abitava e viveva in una società multilingue. Il Dottor Ludwig Zamenhof vide l’ostilità e l’incomprensione tra le persone che parlavano diverse lingue e che appartenevano a differenti etnie nella sua Polonia, così pensò che una lingua universale avrebbe potuto ridurre questi conflitti.

Di conseguenza, Zamenhof, uno studente di lingue, si accinse ad inventare un nuovo idioma grammaticalmente semplice e politicamente neutrale. Sperò che questa nuova lingua diventasse il linguaggio universale nel discorso internazionale.

Nel 1887, Zamenhof pubblicò il manuale di questa nuova lingua sotto lo pseudonimo di Dottor Esperanto, che significa “colui che spera”, e questo nome divenne presto il nome di questo nuovo linguaggio.

LE CARATTERISTICHE DELL’ESPERANTO

L’esperanto fu creato al fine di essere facile da acquisire e usare ed è caratterizzato dalla semplicità della pronuncia, vocabolario e grammatica.

L’esperanto è una lingua fonetica. Le sue regole di pronuncia sono regolari e consistenti e ogni parola è pronunciata esattamente come è scritta. Esso ha ventotto lettere, che derivano dall’alfabeto romano e che indicano suoni che generalmente non presentano difficoltà di pronuncia per coloro che parlano diverse lingue.

Il vocabolario dell’esperanto deriva da varie lingue europee mischiate e in particolare dalle lingue romanze, quindi per chi conosce una o più lingue europee il vocabolario dell’esperanto apparirà familiare.

Allo stesso modo, la sua grammatica è progettata per essere facile da padroneggiare.

I nomi costantemente terminano in -o, il plurale è formato aggiungendo -j e il caso accusativo è formato aggiungendo -n. Non c’è l’articolo indefinito e la è la forma singolare usata per l’articolo definito. Gli aggettivi terminano in -a e sono declinati allo stesso modo dei nomi. Gli avverbi terminano con -e.

Anche i verbi che sono tipicamente complessi nelle lingue naturali sono relativamente semplici nell’esperanto. I verbi infiniti terminano in -i e il presente, passato, futuro e condizionale dei verbi terminano rispettivamente con -as, -is, -os e -us. Non esistono desinenze verbali distinte per persona o numero. C’è una forma congiuntiva, usata per auguri e comandi, che finisce in -u.

L’ESPERANTO NEL MONDO DI OGGI

Nessuno conosce precisamente quante persone parlino l’esperanto nel mondo, al giorno d’oggi. Le stime variano molto. In base alla fonte, in tutto il mondo ci sono tra uno e diciotto milioni di persone che parlano esperanto.

I sostenitori dell’esperanto puntano alla facilità di acquisizione della lingua e alla sua mancanza di identificazione con nessun gruppo etnico o politico.

I detrattori dell’esperanto negano il fatto che la lingua abbia un’attrazione universale, visto che essa è composta da elementi lessicali e nozioni grammaticali che derivano dalle lingue europee e quindi è più una lingua pan-europea che realmente globale.

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