Cosa è successo all’aereo caduto a Ustica

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Cosa è successo all’aereo caduto a Ustica

Il venerdì del 27 giugno 1980, alle ore 19.04, il DC9 matricola I-TIGI della compagnia ITAVIA, decollato da Palermo, atterra a Bologna. Alle 20.08 l’aereo, volo IH870, con quattro membri di equipaggio e 77 passeggeri, riparte da Bologna per Palermo con un ritardo di due ore.
Alle 20.31 IH870 raggiunge la quota di crociera assegnata, di 29mila piedi, per poi scendere a 25mila alle 20.46. Alle 20.58 i piloti chiedono alla torre di controllo di Palermo come sono le condizioni meteo locali: è l’ultima comunicazione radio.
Alle ore 20,59 minuti e 45 secondi, il controllo aereo di Ciampino riceve l’ultimo segnale del transponder, l’apparecchio che segue e riconosce a posizione degli aerei: Il DC9 si trova tra Ponza e Ustica, a 25.000 piedi, sulla rotta assegnata, poi più nulla.
Alle 21.04 l’ATC di Palermo tenta di mettersi in contatto con il volo, senza ricevere risposte: il giorno dopo vengono mandate navi e mezzi e iniziano le ricerche che trovano prima una chiazza oleosa, poi i primi corpi delle vittime.
Solo sette sono in condizioni tali da permettere l’autopsia: il primo motivo dell’incidente fu cedimento strutturale.

Iniziano i primi problemi e incongruità, anche perché la compagnia aerea era in difficoltà economiche e, tra provvedimenti giudiziari e amministrativi, è costretta a chiudere.

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