Cosa fare se i bambini non vogliono andare a scuola

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Cosa fare se i bambini non vogliono andare a scuola

Per i bimbi il primo anno di scuola è fonte di stress:lo dicono gli studi e l’esperienza quotidiana di mamme e papà. La scuola può diventare “pesante” anche a mano a mano che gli anni passano, tanto che alcuni bambini non vogliono più andarci. Si tratta di un malessere che va compreso e superato. Spesso, i bambini non vogliono andare a scuola perché attraversano un periodo particolare, fanno fatica a staccarsi dai genitori, sono stanchi o hanno un carattere chiuso.

Ad avere difficoltà sono soprattutto i bambini che hanno frequentato il nido. A questa età i piccoli soffrono molto il distacco dalla mamma, ed è normale che abbiano bisogno di tempo per adattarsi. Anche negli anni successivi può esserci qualche difficoltà di socializzazione. Imparare a stare con gli altri e rispettare delle regole non è così semplice, soprattutto se in famiglia si è sempre al centro dell’attenzione. Come risolvere questo “dramma” mattutino? Innanzitutto, senza farsi prendere dai sensi di colpa: è giusto che a questa età i bambini imparino a stare con i coetanei.

Bisogna cercare di capire il piccolo, parlare con lui e provare a mettere in evidenza gli aspetti positivi della scuola materna (i giochi, gli amici). Se non basta e se ne ha la possibilità, si può concedere un giorno a casa (presentato come un’eccezione, una sorta di premio da dare una tantum), per fare riposare i piccoli e per far capire loro che la mamma e papà sono dalla loro parte.

Alle elementari il grande scoglio da superare è quello dell’impegno richiesto: i bambini devono imparare a stare seduti per molte ore e, più in avanti, devono impegnarsi a studiare e a imparare cose nuove.

I bambini che frequentano la scuola a tempo pieno, poi, possono essere davvero stanchi e non riuscire a seguire i ritmi imposti dallo studio. La prima cosa da fare, se si nota che i bambini presentano segnali di stanchezza, è limitare gli impegni extrascolastici, evitando gli eccessi. Può servire puntare su cibi ricchi di vitamine del gruppo B (carne, pesce, verdure a foglia verde, frutta secca, ecc.) che aiutano a utilizzare meglio l’energia degli alimenti e a superare la stanchezza.

Quando la dieta non basta, magari perché i bambini mangiano poco e male, il pediatra può prescrivere integratori a base di queste vitamine. E’ necessario porre attenzione ad alcuni segnali, che potrebbero indicare un turbamento profondo nei bambini: improvvisa irritabilità e comparsa di sintomi fisici come febbre e vomito ricorrenti, mentre negli adolescenti è pericoloso se si chiudono in se stessi.

Se i bambini non vogliono andare a scuola, è utile parlare con loro e cercare una strategia comune per capire le cause del problema e trovare insieme una soluzione.

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