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Cosa ha deciso la Siria sul gas

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Cosa ha deciso la Siria sul gas

Il rapporto degli ispettori Onu, che per settimane hanno indagato sul campo alla ricerca di prove sull’uso di armi chimiche in Siria, piomba sul tavolo del Consiglio di sicurezza che al Palazzo di Vetro di New York ne analizza i suoi contenuti sconvolgenti.
Il documento siglato è articolato in tre sezioni, oltre che nella introduzione e nella lettera di presentazione del segretario Ban. La prima riguarda i termini di mandato e attuazione delle ispezioni, la seconda le considerazioni metodologiche e la terza i risultati della missione oltre alle relative appendici. Ed è proprio quest’ultima parte che appare la più interessante, e da dove emergono aspetti più concreti. Si dice infatti che l’attacco chimico del 21 agosto in Siria sarebbe stato sferrato tra le 2 e le 5 del mattino, cosa che ne ha massimizzato le conseguenze. Le basse temperature e la presenza di vento che dall’alto spirava verso il basso hanno permesso infatti al gas letale di penetrare nei rifugi dove tentavano di trovare riparo i civili.

In totale sono stati raccolti 30 campioni ambientali durante le indagini, mentre sono stati esaminati 80 sopravvissuti, di questi 36 sono stati sottoposti agli esami medici previsti dal mandato della Missione. Questi i sintomi riscontrati: perdita di coscienza (78%), problemi di respirazione (61%), vista disturbata (42%), irritazioni e infiammazioni agli occhi (22%), salivazione eccessiva (22%), vomito (22%) e convulsioni (19%). Da quanto emergerebbe dal rapporto, inoltre, l’85% dei campioni analizzati dagli esperti Onu sono risultati positivi al test per il gas sarin.

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