Cosa si intende per missione “mare sicuro” COMMENTA  

Cosa si intende per missione “mare sicuro” COMMENTA  

Il Ministro della difesa Mario Mauro  ha riferito,alla fine del vertice a Palazzo Chigi,che verranno utilizzati mezzi avanzati,da un punto di vista tecnologico,per la missione “mare sicuro”.In particolari verranno usati anche i droni,gli aerei senza pilota e degli elicotteri dotati di strumenti ottici a infrarossi.Per la prima volt,come ha affermato Mauro,verranno usati anche una nave anfibia e degli elicotteri,per mettere a punto  una capacità ospedaliera e degli spazi per il ricovero dei naufraghi.L’Italia utilizzerà anche altre 4 navi della marina.


Anche il Ministro dell’interno Angelino Alfano,è intervenuto sulla questione,facendo appello alle regole del diritto internazionale della navigazione e chiarendo che,non per forza,i migranti debbano essere portati in un porto italiano,anche se ad intervenire è una nave italiana.


La missione mare sicuro è il piano di Enrico Letta per gli sbarchi di Lampedusa,che diventano sempre più frequenti di vere e proprie stragi.L’obbiettivo della missione,definita militare ed umanitaria,è quello di pattugliare costantemente il Mediterraneo per evitare nuove tragedie come quelle degli ultimi giorni al largo delle coste di Lampedusa.Sono stati convocati a Palazzo Chigi,oltre al Premier Enrico Letta, anche il Ministro della difesa,quello degli Esteri e quello degli Interni.L’obbiettivo è quello di monitorare continuamente la rotta dei profughi che giungono nelle nostre coste,per evitare altre tragedie in mare e portare subito soccorso.


Ai mezzi previsti potrebbe aggiungersi il personale della San Marco,che è pronta a partire da Ancona.Molto probabilmente la sala operativa di questa missione nel Mediterraneo potrebbe essere costituita dal centro di Santa Rosa,a Roma,una struttura specializzata nella sorveglianza integrata degli spazi marittimi interessati.

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Ai mezzi della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza si aggiungeranno probabilmente le navi Libra e Cassiopea, che si trovano attualmente impegnate nelle operazioni in seguito alle tragedie degli ultimi giorni, la fregata Espero, che avrà il compito di pattugliare il mare, il Tremiti, per il supporto logistico, e le corvette Triade e Chimera. Per quanto riguarda i mezzi aerei, potrebbero aggiungersi a quelli già impiegati i velivoli Atlantic che si trovano a Sigonella, l’Eh 101 di Catania e due P180 con visori notturni.

Nel corso dei prossimi Consigli dei Ministri si discuterà sicuramente di come gestire l’emergenza, anche per quanto riguarda il numero di uomini che dovranno essere impegnati nell’organizzazione di questa operazione. Si parla già di 500 persone, ma il numero potrebbe comunque essere triplicato nel giro di poco tempo.

Alla missione sul Mediterraneo si aggiunge anche una missione prettamente politica, che prevede una collaborazione tra il nostro Paese e il Governo della Libia. Qualche giorno fa sono andati a Tripoli alcuni esperti, guidati da Giovanni Pinto, direttore del Dipartimento Immigrazione, in modo da creare un rapporto di collaborazione con le forze dell’ordine del luogo che possa essere d’aiuto nei controlli a nord del Paese e nell’impedire le frequenti partenze gestite dagli scafisti.

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