Cosa significa omofobia

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Cosa significa omofobia

Il termine omofobia, apparso nel 1970, deriva da omo, abbreviazione di “omosessuale” e fobia, dal greco Phobos significa paura. Si riferisce ad espressioni di disprezzo, rifiuto e odio della gente, pratiche o dichiarazioni omosessuali.
L’omofobia è un rifiuto della differenza, così come la xenofobia, il razzismo, il sessismo, la discriminazione sociale, legato alle credenze religiose, disabilità, ecc. L’omofobia è qualsiasi evento, dichiarato o non, la discriminazione, l’esclusione o la violenza contro gli individui, i gruppi o le pratiche omosessuali o percepiti in base dell’omosessualità.
Un atto omofobo è anche aggressione fisica, verbale o scritta, diffamazione nei confronti di persone, uomini o donne, per il solo fatto di una reale o presunta omosessualità. E’ anche un incitamento all’odio, alla violenza o alla discriminazione.

Come si manifesta?
Nella sua forma più grave, l’omofobia è espressa da violenza fisica e può degenerare in percosse, di stupri e persino omicidi.
In una forma più quotidiana, provoca reazioni, riconosciute o no, il rifiuto, l’esclusione: abuso verbale o scritto, umiliazioni, vessazioni,danni alla proprietà e alla discriminazione.

Può anche manifestarsi in forme di pietà, lo sdegno o essere un tabù.
Essa si manifesta in tutte le aree della vita: la famiglia, gli amici, l’ambiente, vicinato, lavoro, scuola, vita, negozi, servizi, amministrazioni, luoghi pubblici.

Quali sono le sue conseguenze?
L’omofobia può avere conseguenze psicologiche, fisiche e sociali drammatici per coloro che sono vittime.
Da un punto di vista psicologico, le conseguenze vanno da tristezza, ansia, depressione e persino tentato suicidio. Essi possono essere accompagnati da vari comportamenti a rischio (alcool, droga, sesso non protetto …).

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