Cosa succede se aumenta l’Iva COMMENTA  

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L’aumento dell’Iva costa tre miliardi di euro. L’aumento dell’aliquota ordina- ria dal 21 al 22 per cento scatterà il prossimo primo luglio. Per scongiurarlo servono poco più di due miliardi quest’anno, visto che si tratta solo del secondo semestre, e quindi il doppio a regime dal 2014 in poi. L’aumento dell’Iva dal 20 al 21%, contenuto nella manovra appena approvata – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – oltre che produrre effetti negativi sui consumi degli italiani, rischia di realizzare effetti perversi sui prezzi dei beni soprattutto di prima necessità (alimentari, abiti, ecc.). Così come avvenne in occasione del passaggio dalla Lira all’ Euro gli arrotondamenti a rialzo dei prezzi operati soprattutto dai commercianti sono un rischio più che concreto. Generi alimentari: non sono soggetti all’aumento, in quanto godono dell’aliquota IVA agevolata al 4% o al 10%. Scatta l’IVA al 21% invece per le bevande gassate, i tartufi, i superalcolici, i vini e gli spumanti.

Beni e servizi: spiccano fra tutti il carburante (che sconta questo ennesimo gravame dopo l’aumento delle accise) e il gas per i consumi superiori ai 480mc/anno.

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