Cosa vuol dire Cuneo fiscale

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Cosa vuol dire Cuneo fiscale

Con l’espressione “cuneo fiscale” si intende la differenza tra quello che entra nelle tasche del lavoratore e quanto quello stesso lavoratore costa all’azienda. Detto così, si potrebbe pensare che interessi tutti i soggetti che svolgono un’attività lavorativa. In realtà si applica prevalentemente ai rapporti di lavoro dipendente ed è per questo che la sua riduzione può essere utilizzata come strumento per incentivare le assunzioni.

L’incidenza del cuneo fiscale non è uguale sullo stipendio di tutti i lavoratori, perché variano sia alcune voci che lo compongono, sia l’entità di altre. L’Irpef, per esempio, è un’imposta progressiva sul reddito: più alta è la cifra più elevata risulta l’aliquota che il lavoratore deve versare. Inversamente proporzionali a reddito, invece, sono le detrazioni fiscali, che si riducono all’aumentare dello stipendio.

In linea generale, un operaio metalmeccanico o un impiegato otterranno lo stesso incremento di retribuzione. Ci sono poi alcune categorie, come le colf o i giovani assunti con apprendistato, per cui non cambierà nulla perché, essendo già applicati salari molto bassi, anche il cuneo fiscale è contenuto.

Per gli apprendisti, in modo particolare, il cuneo è già molto favorevole, quindi non potrà essere compresso ulteriormente. A contributi e Irpef deve sommarsi anche l’Irap, cioè l’imposta sulla produzione, pagata dall’azienda.

In teoria, trattandosi di un prelievo sugli utili, non dovrebbe rientrare nel calcolo del cuneo fiscale. Nella realtà, invece, i datori di lavoro la scaricano per metà sul costo del lavoro. I contributi sono la fetta maggiore, si compongono infatti di previdenza (per intenderci, l’Inps), coperture assicurative, come fondo per il Tfr (trattamento di fine rapporto) malattia e cassa integrazione, e coperture assistenziali, cioè gli eventuali assegni familiari e la maternità.

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