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7 COSE CHE HO IMPARATO DURANTE IL MEDIA DEMAND
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7 COSE CHE HO IMPARATO DURANTE IL MEDIA DEMAND

La scorsa settimana l’azienda Hackathon ha ospitato il suo primo Media Demand. I dipendenti perdono la loro presa sulle loro attività giorno per giorno, invece, collaborando insieme per lanciare idee innovative e costruire prototipi funzionanti in breve tempo, si sentono motivati e ritrovano il loro entusiasmo. L’unica regola? Non ci sono regole! Una settimana più tardi, siamo tutti tornati alla propria routine quotidiana, ma le lezioni apprese dalla Hackathon saranno loro certamente utili in futuro. Ecco le cose che abbiamo imparato:

1. Scegli un progetto divertente
Con Hackathon è sicuramente il momento di essere avventurosi. Che importa se la vostra idea non si riferisce esattamente al lavoro di tutti i giorni? Se vi sembra divertente, fatela. Quanto più siete appassionati circa il progetto, meglio questo sarà. Ed è ciò che abbiamo fatto anche noi. Il progetto ideato dalla mia squadra, ad esempio, era fotografico e quindi ci ha coinvolti per molto tempo con Photoshop, qualcosa che potrei fare per ore e ore.

Una delle squadre vincenti, invece, si è focalizzata su Cracked.com, immaginate quale divertimento! Non è quindi una sorpresa che abbiano vinto loro!

2. Pensate al di là dei soliti sospetti
La redazione di comequando è piena di persone intelligenti, divertenti e di bell’aspetto. Lo so, perché anche io sono un membro di quella squadra. Se la squadra manca di qualcuno in grado di programmare JavaScript, logo design o altro, si riesce comunque a trovare una soluzione al problema. Infatti, invece di rimanere entro i confini delle nostre competenze, le ricerchiamo nel il resto del gruppo, unendo le conoscenze di tutti in una collaborazione costruttiva. La mia squadra di Hackathon, ad esempio, era composta da un editor, un coordinatore sociale, ed un ingegnere per l’ interfaccia. Un altro team di redattori era composto invece da un designer, un product manager ed alcuni ingegneri. Non solo questa strategia rende più facile costruire uno specifico prodotto, ma ci ha dato anche l’opportunità di conoscere più persone in azienda.

3.

Guarda avanti
E’ tutta una questione di equilibrio. Una volta scelto il progetto e messa insieme una squadra, bisogna organizzare una riunione di partenza per stabilire le responsabilità di tutti. Parlate di ciò che è logisticamente possibile fare, considerando il tempo a disposizione ed eventuali restrizioni, quindi assegnate i compiti per ciascun membro. Per la mia squadra, il nostro ingegnere capo ha ricercato la sua ispirazione nel design, mentre io ho cercato i contenuti e le immagini. Una settimana più tardi, abbiamo condiviso i nostri risultati. Così appena l’ Hackathon ha avuto effettivo inizio, eravamo già tutti pronti per partire e con le idee ben chiare in testa.

4. Esercita la tua mente e il tuo corpo
C’era così tanto da mangiare all’Hackathon! Scherzi a parte, era tutto veramente disgustoso. C’erano cose come Yogurt coperto da salatini.. Uhm, no, io ho rinunciato. La prima notte il mio cervello era in preda ad un calo di zuccheri, stavo impazzendo dalla fame e dall’agitazione per ciò che sarebbe successo il giorno successivo.

Non sapevo cosa aspettarmi. Mi sono diretta in palestra per due ore, e dopo di che mi sono sentita abbastanza tranquilla e pronta a ricominciare tutto daccapo. Col senno di poi, penso che un buon equilibrio raggiunto da un pasto semplice ed una piacevole passeggiata durante la pausa pranzo sarebbe stato sicuramente più opportuno e produttivo. Risultato? Allena sempre il tuo cervello, ma anche il tuo corpo e sarai in grado di dare sempre il meglio di te in ogni situazione, anche la più stressante.

5. Pianifica il tuo lavoro
Nella notte di Giovedì, la mia compagna di squadra ed io abbiamo deciso che volevamo essere carine per la presentazione del nostro progetto. Beh non proprio carine, più che altro fantasiose o stravaganti, non era per vanità, piuttosto per rimanere in linea con la creatività richiestaci dal progetto. Però non sapevamo proprio come vestirci (eh le donne…) ed abbiamo trascorso un’ora spremendoci le meningi: indossiamo un costume da lottatore di sumo! Mettiamoci abiti a stampa floreale! Facciamo dei fori nei calendari e nascondiamo la testa dietro di loro! No, no, no.

Abbiamo solcato i corridoi di un negozio per una mezz’ora prima di prendere orecchie da coniglio e una collana a trifoglio. Ci sembrava maledettamente carina come idea per introdurre la nostra demo, eppure se ci fossimo ingegnate in anticipo, forse avremmo potuto risparmiare un po’ di tempo prezioso.

6. Più grande è il tipo di carattere, meglio è
C’erano due schermi impostati per la demo del progetto: uno per la presentazione dei prototipi funzionanti, ed uno per una diapositiva riguardante le informazioni statiche sul progetto stesso. Ho pensato che questa fosse una strategia intelligente, perché non avrebbe dovuto ricordare costantemente al pubblico i vantaggi del nostro progetto. Quello che non avevo considerato, però, è che stavo cercando di concentrare un po’ troppe informazioni su quella singola diapositiva, rendendola illeggibile a chi non era seduto entro un metro e mezzo dello schermo. La prossima volta, userò di sicuro un carattere molto, molto grande e con un testo più corto.

7.

Fare una presentazione entusiasta e ben collaudata
Un progetto che è emerge dalla Hackathon deve potersi incentrare sul tradizionale sistema di Media Demand. Mi sono subito convinta dell’idea, perché i presentatori mi hanno fatto sentire come se fossi stata una scrittrice di Media Studio e che avrei avuto bisogno di questo prodotto al fine di fare il mio lavoro con successo. La loro passione per il progetto, insieme con la loro capacità di raccontare una storia convincente, fatta per una combinazione vincente, mi ha insegnato che l’entusiasmo è alla base di una strategia che funziona veramente.

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