Cos’è l’ intelligenza artificiale dei computers

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Cos’è l’ intelligenza artificiale dei computers

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Nella fantastica commedia “Frankenstein Jr.”, Mel Brooks realizza un’intelligente satira della storia di Frankenstein e del suo sogno di ridare vita e intelligenza a un cadavere.

I personaggi caricaturali erano buffoni ma avevano l’obiettivo grandioso di creare un’intelligenza artificiale.

Quasi 50 anni dopo, ci divertiamo con la stessa idea, tuttavia noi cerchiamo di animare le macchine con intelligenza artificiale.

Mentre i computer diventano più potenti, più evoluti e più interattivi, è molto facile pensarli come esseri unici, non diversi dal mostro di Frankenstein. Tuttavia, invece di ingegneri e scienziati pazzi, noi abbiamo ingegneri e scienziati informatici.

Se gli ingegneri informatici creano le parti fisiche del corpo del computer, ovvero l’hard drive, gli schermi, o le unità centrali, gli scienziati informatici ne creano l’ intelligenza artificiale, ovvero il sistema operativo.

Il sistema operativo è il pezzo grosso, dato che non accade niente nel computer che il sistema non approvi. Decide i colori, i caratteri, e la navigazione all’interno dei software, controllando persino i programmi che gli utenti usano. Si tratta del vero e proprio deus ex machina: decide, agisce, influenza, quasi come fosse un essere pensante autonomo.

Tuttavia, come dice il proverbio: “Non importa quello che hai; importa come lo usi”. Questo detto è particolarmente appropriato per i computer e i telefonini di ultimissima generazione: possono avere a disposizione il più grande hard drive e il processore più veloce di tutto il mondo, tuttavia se il loro sistema operativo è difficile da usare, allora potrebbero benissimo avere la stessa utilità di un fermacarte.

Quando si compra un computer o un dispositivo mobile, la scelta del sistema operativo è di enorme importanza. Dopotutto è noto che l’hardware è fondamentalmente lo stesso su tutti i computer. Le differenze sono visibili proprio nel modo in cui il sistema utilizza queste parti standard.

Analogamente si può dire che due persone possono avere le stesse parti del corpo ma abilità enormemente differenti, lo stesso accade con l’ intelligenza artificiale, ma la grande differenza è che il mondo umano conta più di 5 miliardi di menti uniche.

Attualmente il mondo informatico conta meno di dieci “intelligenze artificiali sebbene queste si stiano progressivamente differenziando: sul mercato si trovano ben tre principali sistemi operativi informatici che si possono usare sui computer di casa: Windows, Mac e Linux. Invece i dispositivi mobili hanno quattro produttori: Android, Windows Phone, iOS e Blackberry.

Si prenda ad esempio l’ intelligenza artificiale del comando vocale dell’iPhone noto come Siri. Più gli si parla, più questo comprende l’impronta vocale del suo utente e i suoi comandi più frequenti. Se qualcun altro prende in prestito quel telefonino, non sarà in grado di parlare con Siri con la stessa facilità del proprietario. Anche altri produttori di dispositivi mobili hanno aggiunto assistenti interattivi ai loro sistemi operativi. Android ne ha uno che si chiama Google Now, mentre il Windows Phone ha Cortana. Amazon ha annunciato l’uscita di un gadget simile a Siri da tenere in casa: si chiama Echo e può accendere la musica, fare una ricerca su internet, trovare film, e così via, solo grazie ai comandi vocali.

Forse senza che ce ne accorgiamo le società informatiche produttrici sono pronte a ridefinire completamente il modo in cui viviamo e l’interazione tra tecnologia e società, ma gli scienziati di Google, Microsoft, Apple e di tutte le altre società sono scriteriati come i personaggi nel film di Mel Brooks? La razza umana è abbastanza responsabile da poter dare ai computer una “mente” che effettivamente potrebbe migliorare le nostre vite? Ce lo dirà il tempo, intanto facciamoci due risate con il caro vecchio dottor Frankenstein Junior.

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traduttrice; lingue di lavoro: inglese, francese, tedesco