Cos’è la depilazione brasiliana? COMMENTA  

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Mi spiegate cosa si intende per depilazione brasiliana? il mio centro estetico la promuove sempre e non ho capito cos’è. sono una ragazza 🙂

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1 Commento su Cos’è la depilazione brasiliana?

  1. leggi qui fa ridere un sacco!!

    È stato così che ho deciso, per libera e spontanea pressione delle amiche, di arrendermi alla depilazione dell’inguine.
    Mi avevano assicurato che mi sarei sentita dieci chili più leggera, ma credo che i peli non pesino così tanto. Che il mio moroso impazzirebbe. Che non avrei più potuto farne a meno. Immaginavo il dolore, perché almeno loro mi avevano avvisato che sarebbe successo. Però non me l’aspettavo, che dietro a tutto questo, molto dietro, c’era un’industria porno-ginecologica-estetica.
    – Ciao, voglio un appuntamento per depilazione con Penelope.
    – Depilazione di cosa?
    – Inguine.
    – Normale o scavata?Mi sono bloccata. Che ne so io cosa sarebbe una depilazione a inguine scavato? Ma già che lo facevo, tanto valeva farlo per bene.
    – Si! Scavata.
    – Domani, alle … lasciami vedere … alle 13?
    – Ok.Arrivato il giorno in cui avrei perso dieci chili, ho pranzato cose leggere, perché non sapevo cosa aspettarmi। Mi sono vestita bene, tanto per essere chic. Ho scelto una mutanda presentabile. E sono andata. Penelope mi aspettava. Ragazza alta, mulatta, bellona. E vai! Diventerò come lei!! L’ho seguita fino al locale dove il rituale si sarebbe realizzato. Dopo la sala d’aspetto, attraverso un lungo corridoio: da un lato il muro e dall’altro diverse tende bianche. Dietro le tende si sentivano gemiti, grida, chiacchiere. Un miscuglio di “Caligola” con “four rooms Tarantino”. Ho sentito un freddolino nella pancia, senza aprire ne anche un bottone.
    Ecco che arriviamo al nostro angolino: una barella, circondata da tende.
    – Cara, puoi sdraiarti.Mi sono tolta i pantaloni e timidamente, mi sono sdraiata in mutande nella barella. Pero Penelope non mi ha manco guardata. Si è girata di spalle davanti a un tavolino. Li c’erano gli apparecchi di tortura. Ho visto cose strane. Un pentolino, un rasoio elettrico, una pinza. Mio Dio! Era veramente “four rooms”. All’improvviso lei si è girata con uno spago in mano. Ho finto che fosse naturale. Che cosa avrebbe fatto con quello? Mi sono sorpresa quando lei ha passato lo spago per le laterali della mutandina e ha stretto forte.
    – Vuoi beeene scavata vero?
    – É… si, si.Penelope ha lasciato che la mutandina coprisse soltanto una sottile fascia della Abigail, nome affettuoso del mio organo. Mi sono scordata di presentarla prima.
    – I peli sono troppo alti, Taglierò un po’ altrimenti sarà molto doloroso.
    – Ah. Si, giusto.
    Giusto sti due maroni! Non capivo un cavolo di quello che lei faceva, ma mi sono fidata.
    All’improvviso, lei torna dal tavolino di tortura con una spatola bisunta di una melma vischiosa e calda (vedevo dal fumo).
    – Puoi aprire le gambe.
    – Cosi?
    – No cara. Come una farfalla, sai? Piega le ginocchia e poi butta ogni gamba da una parte.
    – Spalancata, no?Lei ha riso. Che situazione. Pe ha passato il primo strato di cera calda nel mio inguine vergine. Bello, caldino, gradevole. Fino al momento dello strappo. È stato veloce e fatale. Ho creduto che tutta la pelle del mio corpo si fosse staccata, che soltanto il mio scheletro fosse rimasto nella barella. Non ho avuto il coraggio di guardare. Pensavo che il mio sangue stesse sgorgando sul pavimento. Ho anche cercato con gli occhi la mia borsa, escogitando la possibilità di chiamare Samu. Tutto questo cercando di concentrarmi nell’espressione, per fingere che era tutto supernaturale.
    Penelope mi ha chiesto se andava tutto bene nel notarmi viola. Mi ero scordata di respirare. Avevo paura che mi facesse troppo male.
    – Tutto bene. E te?Lei ha riso ancora, come chi pensa “che ragazza strana”. Deve avere imparato a essere simpatica per mantenere le clienti.
    Il processo medievale ha continuato. Ad ogni strappo volevo strozzare Penelope. Mi ricordavo le mie amiche raccomandandomi la depilazione e mi convincevo che era una gran fregatura, solo per farmi soffrire. Tutte raccomandano a tutte perché si sono stancate di soffrire da sole.
    – Vuoi che tolga dalle labbra?
    – No, voglio solo l’inguine, i baffetti no.
    – No, cara, le labbra di lei qui.No, no, ferma tutto. Depilare le grandi labbra??? Porca puttana, che idea. Però ho accettato. Chi sta nella barella deve farsi fottere.
    – Ah, strappa tutto. Fai in modo che ne valga la pena, per piacere.Non bastasse la mia condizione, la depilatrice di fianco invade il chioschino di Penelope, e da una controllata a Abigail.
    – Guarda, sta diventando bellissima questa depilazione.
    – Ma và, è pieno di peli incarniti qui. Guarda da vicino.Se ci fosse rimasto qualche pelino, avrebbe dondolato con la respirazione delle due. Stavano appiccicate lì. Ho chiuso gli occhi e sperato che fosse un incubo. “Portami via da qui, Dio, teletrasportami”. Sono tornata in terra quando fra alcuni blablabla ho sentito la parola pinza.
    – Darò una pinzatina qui perché sono rimasti alcuni pelini, va bene?
    – Puoi pinzare, tanto è tutto addormentato, non sento niente.Mi sbagliavo. Ho sentito ogni pizzicotto di quella maledetta pinza, strappare pelini resistenti nella pelle già addolorata. Volevo ammazzarla. Non sapendo che il motivo per questo era in arrivo.
    – Ci mettiamo di fianco adesso?
    – Eh?
    – Sdraiarsi su un fianco per fare la parte scavata.Peggio non poteva diventare. Ho obbedito a Penelope. Mi sono sdraiata di fianco e ho aspettato gli ordini.
    – Tieni la chiappa qui!
    – Eh?
    – Questa parte qui. Tirala su per allontanarla dall’altra chiappa.Volevo piangere. Non potevo vedere quello che Pe vedeva. Lei era faccia a faccia con lui, l’occhio che niente vede. Quanti avevano visto, alla luce del giorno, quella scena? Nemmeno la mia ginecologa. Volevo piangere, gridare, scoreggiargli in faccia, come se potessi avvelenarla. Già pensavo lei che si sveglia di notte con un incubo. E il marito domanda:
    – Che c’è, Pe?
    – Niente … ho sognato ancora il culo di una cliente.Ma all’improvviso sono stata nuovamente portata alla realtà. Ho sentito la coccola falsa della cera calda ungere il mio Twin Peaks. Non sapevo se avere più paura dello strappo o vergogna della situazione. Sicuramente lei vedrà mille buchi del culo al giorno. Tutto sommato, questo alleviava la mia situazione. Perché lei dovrebbe ricordarsi proprio del mio fra tanti? E allora mi viene da pensare: ‘spetta un attimo, ma c’è pelo anche lì?
    Non ho fatto in tempo a fare la domanda che Pe ha strappato la cera. Ho pensato che tutto il culo se ne fosse andato via in un solo strappo. Pe ha sradicato qualsiasi cosa ci fosse stato lì. Certamente non rimaneva nemmeno una pieghina. Intanto io morsavo il cuscino e grugnivo. Suoni gutturali, parolacce, preghiere, tutto assieme.
    – Girati dall’altra parte.
    Cazzo…perché non ha strappato tutto in una volta? Mi sono girata e mi sono tenuta ancora la chiappa. Ancora peggio. La megera del salottino di fianco apre di nuovo la tenda.
    – Penelope, mi presti un ciuffo di cotone?Appena una lacrima solitaria è scesa dai miei occhi. Era troppo dolore, troppa vergogna. Non aveva senso. Mi stavo depilando per chi?
    Nessuno avrebbe visto Giacomino tanto da vicino in quel modo. Soltanto Penelope . E adesso la vicina inconveniente.
    – Abbiamo finito. Puoi girarti che passo il rasoio elettrico.
    – Per cosa?
    – Per lasciarla col pelo basso, come un campo da calcio.
    – Fa male?
    – Ma va! Per niente.
    – Va beh. E passa sta merda di rasoio…
    – Abbassa la mutandina, per piacere.Sono stati due secondi di shock estremo. Abbassa la mutandina? Come mai qualcuno dice questo senza prima accarezzarti i seni? Ma il shock è stato sostituito da una totale redenzione. Lei ha visto tutto, dalla figa al culo. Cosa sarà mai abbassare una mutandina? Questa parte non ha fatto male davvero, è stato anche gradevole.
    – Ecco fatto. Posso passare il talco?
    – Si, va bene, facciamola brizzolata.
    – E’ bellissima! Sei pronta per fare sesso.Sesso … Sesso?! Quello che sentivo era sete di vendetta. Ammetto che il risultato è bello, liscio, setoso. Ma sentivo dolore e fastidio di troppo. Volevo ammazzare le mie amiche, diventare femminista, morire pelosa, creare un corteo di protesta, creare una legge di antidepilazione scavata, creare un dominio …

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