Cos’è lo Ior

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Cos’è lo Ior

L’Istituto per le Opere di Religione (Ior) è un istituto bancario privato, fondato nel 1942 con decreto del Papa Pio XII. La sede è presso la Città del Vaticano, nel Palazzo Apostolico. L’Istituto ricade nella sfera di competenza dell’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF), l’organismo di vigilanza finanziaria dello Stato della Città del Vaticano.

Qual è lo scopo dello Ior?

Come stabilito dal suo statuto e norme connesse, lo scopo dello Ior è di provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo Ior medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità. L’Istituto pertanto accetta beni con la destinazione, almeno parziale e futura, di cui al precedente comma. L’Istituto può accettare depositi di beni da parte di Enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

Il presidente fa riferimento ad un consiglio di amministrazione costituito da cardinali che rispondono direttamente al Papa.

Lo Ior si propone di far crescere il patrimonio a favore della chiesa cattolica per offrire servizi in tutto il mondo per la Santa sede, ordini religiosi e altri istituzioni cattoliche.

Lo Ior è stato più volte coinvolto in scandali, finanziari e non, grazie all’ampio giro d’affari ed è stato spesso oggetto di critiche.

Il 1°ottobre 2013, lo IorR per la prima volta nella sua storia ha pubblicato il suo bilancio, attualmente disponibile sul sito dell’Istituto, in precedenza a conoscenza esclusivamente del Papa e del consiglio di cardinali.

Lo Ior consta di 114 dipendenti e di un patrimonio di 6,3 miliardi di euro.

Ha 18.900 clienti, uno status riservato a persone fisiche e giuridiche legate alla Chiesa Cattolica in conformità al diritto canonico o vaticano.

Rilevanti sono gli investimenti esteri, in prevalenza in titoli di Stato o portafogli a basso rischio.

Gli interessi medi annui oscillano dal 4 al 12% e, non esistendo tasse all’interno dello Stato vaticano, si tratta di rendimenti netti. Per quanto riguarda gli utili, essi non vengono corrisposti a degli azionisti (che non esistono), ma devoluti a opere di religione e di carità.

L’istituto è gestito da professionisti bancari e guidato da un presidente (scelto tra i cinque membri laici, in carica per cinque anni e riconfermabili), non necessariamente un religioso, che riferisce direttamente ad un collegio di cinque cardinali (la Commissione cardinalizia), nominati dal Papa e in carica per un quinquennio con lo scopo di vigilare sulla fedeltà dell’istituto agli obblighi statutari, e al Papa.

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Manuela Margilio 114 Articoli
Sono laureata in giurisprudenza e amo scrivere su questioni relative al diritto e fisco; mi piace leggere e mi dedico alle recensioni. Scrivere sul web è una delle mie passioni che mi consente di essere sempre aggiornata.