Cos’è una fattura regime dei minimi COMMENTA  

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I liberi professionisti che operano in regime dei minimi emettono un tipo di fatturazione diversa da quella tradizionale. La riforma che ha introdotto il regime agevolato è entrata in vigore a Gennaio del 2012, con il Dl 98/2011, e prevede alcune novità, come la riduzione pari al 5% sull’imposta sostitutiva sui redditi.


Chi ha i requisiti per operare secondo questa procedura non deve sottostare a ritenuta d’acconto, neppure a Iva, Irap o studi di settore, a condizione però che i beni strumentali acquistati nei tre anni precedenti non siano costati più di 15 mila euro e il reddito proveniente dall’attività non superi l’importo di trenta mila euro.


Il regime agevolato dei minimi è valido per un quinquennio dall’avvio dell’attività oppure fino ai 35 anni di età. Per quanto riguarda la fattura secondo il regime dei minimi, deve riportare alcune diciture per essere considerata valida. Per far valere l’esenzione dalla ritenuta d’acconto bisogna scrivere: “Compenso non assoggettato a ritenuta d’acconto, ai sensi dell’art. 27 del D. L. n. 98 del 6 Luglio 2011”.


Altra dicitura da riportare per il regime fiscale è la seguente: “Operazione effettuata da soggetto appartenente a regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità, di cui all’art. 27 commi 1 e 2 del D.L. n. 98 del 2011”.

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Nella fattura va aggiunto alla somma totale anche l’importo relativo alla cassa di appartenenza del professionista. Le fatture emesse da chi è soggetto a regime dei minimi sono soggette all’imposta di bollo, e se superano l’importo di 77, 47 euro va applicata una marca da bollo di due euro da parte di chi emette la fattura.

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