Costa Concordia: all’appello mancano due donne siciliane. Si teme il peggio COMMENTA  

Costa Concordia: all’appello mancano due donne siciliane. Si teme il peggio COMMENTA  

CATANIA – Si tinge di giallo la vicenda di due siciliane a bordo della Costa Concordia. Le due donne risulterebbero già censite, ovvero messe in salvo, ma di loro non c’è traccia sull’Isola del Giglio. Né tantomeno sono arrivate conferme sul loro stato di salute.  “Aggrappati a me. Sono queste le ultime parole che un altro passeggero ha sentito dire a mia madre al telefono. Lei era con un’amica, che non sapeva nuotare, su una scialuppa. Forse sono cadute in acqua: da allora non sappiamo più nulla di loro”. A raccontarlo è Stefania Vincenzi, 17 anni, figlia di Maria Grazia Trecarico, 50 anni, di Leonforte ma che da anni vive a Priolo che si trovava sulla nave incagliata insieme all’amica Luisa Virzì, 49 anni, impiegata al Comune di Enna.


Partite per festeggiare. Le due donne erano partite per festeggiare il  50esimo compleanno della Trecarico, insieme alla stessa figlia Stefania con il proprio ragazzo. Al momento non ci sono notizie confortanti.

“Dalla società di navigazione e dalla prefettura” ha aggiunto la giovane figlia “ci hanno assicurato che mia madre e la sua amica sono state censite.

Ma da noi non si sono fatte sentire. E questo è molto strano. Inoltre i cellulari sono spenti. Abbiamo anche chiamato gli ospedali, ma non risultano ricoverate da nessuna parte”.

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Parole che suonano come una tragedia annunciata, ma che lasciano poche speranze di ritrovare le due donne, che potrebbero essere finite per errore in acqua.

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