Costa Concordia: è disastro ambientale, 2.400 tonnellate di carburante da aspirare

Ambiente

Costa Concordia: è disastro ambientale, 2.400 tonnellate di carburante da aspirare

Il disastro provocato dalla Costa Concordia è anche ambientale. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini spiega che “un danno ambientale é già stato provocato nei fondali di fronte all’isola del Giglio; un danno ancora molto contenuto, si tratterà di vedere a fine operazioni quale sarà la situazione».

Sì, perchè finchè non saranno terminate le operazioni di salvataggio per le vittime tuttora intrappolate all’interno della nave, non si potrà procedere con il recupero del carburante. Si tratta di una tecnica molto delicata che per le 2.400 tonnellate di carburante presente nei serbatoi della nave, durerà almeno due settimane; prevedendone prima il riscaldamento e successivamente l’aspirazione.

Un’eventuale fuoriuscita del carburante durante le operazioni comporterebbe gravi conseguenze per l’ecosistema marino di quella zona, compromettendo il fondale e costituendo un film vischioso che impedirebbe la diffusione della luce solare nelle profondità marine e quindi causerebbe la morte della vita animale e vegetale dell’intera area interessata.

Le preoccupazioni del ministro dell’Ambiente riguardano anche le condizioni meteo-climatiche, che in questi giorni potrebbero portare a mareggiate e correnti in grado di spostare la nave o peggio ancora inabissarsi e creare ulteriori danni.

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