Costa Concordia, Schettino presente all’incidente probatorio: «Voglio metterci la faccia, ma anche la competenza»

Cronaca

Costa Concordia, Schettino presente all’incidente probatorio: «Voglio metterci la faccia, ma anche la competenza»

GROSSETO – «Voglio essere in aula, voglio metterci la faccia», aveva detto. E così sarà.

Per la prima volta Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, sarà presente al Teatro Moderno di Grosseto, dove questa mattina è cominciata l’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia, il cui naufragio è avvenuto il 13 gennaio scorso all’Isola del Giglio ed è costato la vita a 32 persone

Il comandante della Concordia, accusato di omicidio plurimo colposo, abbandono della nave e disastro ambientale, ci teneva ad essere presente durante il confronto sulle prove delle cause del naufragio, ed è riuscito ad ottenere la revoca degli arresti domiciliari nella sua casa di Meta di Sorrento (Napoli). In aula non potrà parlare ma solo ascoltare. Tuttavia, avrà la possibilità di conferire con il suo legale e con i consulenti, facendo le sue osservazioni nello svolgersi dell”udienza. «Ci metterò la competenza» è stata la promessa di Schettino.

Il comandante, poco prima dell’inizio dell’udienza, è stato avvicinato da uno dei naufraghi: i due si sono stretti la mano e si sono scambiati velocemente qualche parola.

Oltre a Schettino, ci sono altri 9 indagati tra ufficiali di plancia e personale di Costa Crociere che dovranno rispondere alle accuse contenute nella perizia in 50 punti redatta dal collegio di periti nominato dal gip di Grosseto, Valeria Montesarchio.

All’udienza parteciperanno in tutto 500 persone e sul palco del Teatro Moderno sono stati posizionati tre maxischermi dove si proietteranno i video e gli audio della perizia sulla scatola nera della nave. L’udienza, che si svolge a porte chiuse, vede in sala molti avvocati e consulenti, ma solo qualche naufrago sopravvissuto alla tragedia. Oltre al comandante Schettino, affiancato dal suo avvocato Bruno Leporatti,quasi 40 persone si occupano della difesa dei membri della Costa: 14 difensori, un interprete, 13 consulenti e 10 collaboratori. Sono 125, invece, gli avvocati che rappresentano le parti offese. L’udienza potrà durare dai tre ai sei giorni.

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