Costretti a traslocare, la Fiom lascia la Magneti Marelli COMMENTA  

Costretti a traslocare, la Fiom lascia la Magneti Marelli COMMENTA  

Bologna – 13 gennaio. Oggi i sei delegati della Fiom hanno lasciato la saletta sindacale all’interno della Magneti Marelli. Infatti, come previsto dalle nuove regole varate a Pomigliano e poi estese a tutte le febbriche Fiat, chi non firma i contratti è fuori. Dallo stabilimento in via del Timavo sono usciti, insieme ai rappresentanti, anche scatoloni con foto, volantini, articoli di giornale, bandiere: con loro se ne è andato anche un pezzo di storia.  ”Oggi e’ un giorno importante ma anche triste” commenta con rammarico Bruno Papignani, segretario della Fiom bolognese (quasi l’80% degli iscritti all’interno dell’azienda). Papignani non si da per vinto e afferma di “volere tornare dalla porta principale” proponendo assemblee che si terranno con un camper parcheggiato all’esterno o di sabato nella sede Fiom. Il sindacato ha deciso di nominare in ogni caso i suoi delegati e ne chiederà all’azienda il riconoscimento. Assodato che la risposta sarà negativa, il sindacato passerà alle contromisure: un ricorso al Tribunale del Lavoro e la richesta al sindaco Merola di dare la cittadinanza onoraria ai delegati aziendali della Fiom.


Di Alessandra V. Massagrande

 

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