Creato il primo embrione ibrido umano-maiale. Passo in avanti nella realizzazione di organi per trapianti

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Creato il primo embrione ibrido umano-maiale. Passo in avanti nella realizzazione di organi per trapianti

Creato il primo embrione ibrido umano-maiale. Passo in avanti nella realizzazione di organi per trapianti
Alcune cellule umane sono state iniettate in un embrione di maiale. La speranza è riuscire a ottenere in laboratorio organi e tessuti per i trapianti.

Per la prima volta negli USA sono state iniettate cellule umane in un embrione di maiale. La speranza è realizzare in futuro organi e tessuti per i trapianti in laboratorio.

Potrebbe sembrare fantascienza, invece è tutto vero: un embrione “chimera”, un po’ maiale un po’ essere umano è stato creato per la prima volta in laboratorio. L’esperimento è stato condotto negli Stati Uniti, presso il Salk Institute of Biological Studies, in California, ed è tanto innovativo e straordinario da essersi meritato la pubblicazione sulla rivista scientifica Cell. I ricercatori californiani, guidati da Juan Carlos Izpisua Belmonte, hanno iniettato cellule staminali umane in un embrione suino, che è stato poi impiantato nell’utero di una scrofa, affinché potesse svilupparsi.

Cosa che è puntualmente successa. Dopo quattro settimane, infatti, le cellule inserite nell’embrione di maiale avevano portato alla formazione dei precursori di alcuni tipi di tessuti. Una parte di esse si era trasformata in un primo abbozzo di cellule cardiache, un’altra in cellule del fegato, un’altra ancora in neuroni, e così via.

Sebbene si tratti solo di una primissima fase sperimentale, il lavoro svolto dagli studiosi del Salk Institute rappresenta un passo fondamentale verso la creazione di tessuti e organi umani da destinare ai trapianti.

Oggi si dipende ancora dalle donazioni da parte di altri individui. Alcuni tipi di donazione possono essere effettuati in vita, come quella del midollo osseo o del rene, altre sono possibili solo dopo che è stata accertata la morte cerebrale del soggetto. In entrambi i casi, comunque, il fatto di essere vincolati dalla volontà di altri di concedere o meno i propri organi, rende solitamente molto lungo l’iter per giungere a un trapianto. Con la conseguenza che molti malati muoiono perché non riescono a ottenere in tempo l’organo del quale avrebbero avuto bisogno.

Grazie alla ricerca che Izpisua Belmonte e il suo team stanno conducendo, invece, tutto questo potrebbe in futuro diventare un brutto ricordo. E non solo. Le cellule staminali da inserire nell’embrione suino per lo sviluppo degli organi necessari potrebbero essere prelevate direttamente dal malato, annullando il problema della compatibilità degli stessi. Nonostante ciò, è stato lo stesso responsabile della ricerca a frenare i facili entusiasmi e a mettere le mani avanti, sottolineando che si è ancora molto lontani dall’ottenere organi e tessuti effettivamente trapiantabili.

Per giungere al risultato di veder crescere le staminali umane all’interno dell’embrione di maiale i ricercatori hanno lavorato per quattro lunghi anni, usando circa 1.500 embrioni suini.

Tra i tanti animali possibili, la scelta è caduta proprio sul maiale, in quanto i suoi organi sono di dimensioni simili a quelli umani, ma hanno il vantaggio di svilupparsi con una maggior velocità. Il che sarebbe ideale nella prospettiva di utilizzarli per i trapianti.

Nel corso degli esperimenti sono stati usati diversi tipi di staminali umane, ma per sedare i dubbi di natura etica sollevatisi non appena è stata resa nota la notizia, la dirigenza del Salk Institute ha fatto sapere che quelle usate non includono cellule cerebrali. Tuttavia c’è da scommettere che il dibattito sulla questione non si esaurirà facilmente e che la creazione di embrioni ibridi uomo-animale possa andare incontro a restrizioni.

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