Cresce il numero delle persone che scelgono l’ibernazione COMMENTA  

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L’immortalità ha un prezzo: dai 28mila ai 150mila euro.Tanto pagano i “crionicisti”, cioè coloro che, a cuore fermo si fanno ibernare con la speranza di essere riportati in vita nel futuro, quando le tecniche di rianimazione saranno più avanzate di oggi.

Negli Stati Uniti già da anni esistono due società, la Alcor ed il Cryonics Institute, che si occupano di crionica ed ora ne è nata una anche in Russia, la Kyorus; per il momento i corpi in ibernazione, conservati sospesi a testa in giù immersi nell’azoto liquido a meno 196 gradi nei tewar, grosse cisterne, sono circa duecento di cui uno italiano.

La pubblicità veicolata sul web sta espandendo il fenomeno, i maggiori estimatori europei sono la Germania e l’Inghilterra, in Italia una decina di persone hanno firmato un contratto per preservare il loro corpo quando non saranno più in vita.

La difficoltà maggiore è la pratica crionica abbastanza complessa che va applicata subito dopo la morte sul corpo da ibernare, così sono nate associazioni che se ne occupano a livello mondiale e si stanno ideando delle app per semplificare le procedure e le operazioni di trasporto.

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Non vi sono garanzie scientifiche, solo la speranza.

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