“Crisalide”, raccolta di racconti COMMENTA  

“Crisalide”, raccolta di racconti COMMENTA  

C’è che sostiene che il ruolo di uno scrittore sia quello di rappresentare, con la sua penna, la realtà che lo circonda. Personalmente non ho mai percepito tale parte come un dovere, ma ho sempre immaginato che si trattasse di un processo naturale, direi quasi istintivo. Per scrivere, per avere una storia da raccontare, è essenziale possedere certe esperienze – per quanto piccole possano essere – che rappresentano piccoli segmenti di vita. Muoversi, viaggiare, conoscere nuove persone, digerire e assimilare informazioni… tante, piccole gocce d’acqua che unite compongono un fiume di informazioni. Informazioni che, nel bene o nel male (dipende dai punti di vista) tratteggiano i contorni di una società.

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Immaginate ora di avere la possibilità di ascoltare – sì, proprio ascoltare, perché certi libri parlano – quattordici autori raccontarvi vicende umane (quelle esperienze cui prima ho fatto riferimento) che rappresentano il malessere che affligge la nostra epoca. Esperienze di vita che descrivono una società; il fiume di informazioni non è più solo, altri tredici lo assecondano e tutti assieme si gettano nel mare. In un mare di informazioni.

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Mi sono concesso questo breve excursus per rendere chiari l’intento e le caratteristiche di “Crisalide”, (Edizioni Draw Up, 2012), una raccolta di quattordici racconti provenienti dalle menti fantasiose di altrettanti autori (Stefano Calicchio, Alessandro Vizzino, Andrea Pelliccia, Cassandra Nudo, Cinzia Luigia Cavallaro, Ciro Pinto, Edi Guselli, Giovanni Garufi Bozza, Giuseppe Virnicchi, Michela Zanarella, Nicola Cavallini, Rossana Pessione, Stefano Vignaroli, Emanuele Properzi). Il libro nasce dell’idea che sia la scrittura, prima ancora della parola, il più efficace strumento di denuncia dell’uomo civilizzato. Come avrebbero detto i latini: verba volant, scripta manent. Nella postfazione Emanuele Properzi ricorda dei tanti blogger che, tramite brevi ma intensi articoli scritti sui loro portali, hanno saputo infiammare gli animi di migliaia di persone, o gli scrittori che, grazie al fascino intramontabile delle loro opere, hanno convinto generazioni di lettori a guardarsi attorno con occhio critico e magari scoprire che le apparenze, il più delle volte, ingannano.


“Crisalide” è il tipo di libro che intrattiene e insegna, perché al di là del desiderio genuino di entusiasmare i lettori sorge il bisogno di mostrare loro qualcosa. Qualcosa che, senza ombra di dubbio, li riguarda da molto vicino. Come infatti sottolinea Stefano Calicchio nella prefazione, questi racconti sono espressione e allo stesso tempo esegesi dei cambiamenti epocali di cui siamo protagonisti. Poi, la frase che adoro: sono il frutto di scrittori che credono ancora nella possibilità di seguire un futuro costruttivo a livello personale e collettivo. Il che, credetemi, è davvero molto importante.

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Filippo Munaro

 

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