Crisi economica, aumentano writers e atti di vandalismo

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Crisi economica, aumentano writers e atti di vandalismo

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Writers, artisti o imbrattamuri? Quello del writer è un modo per esprimere la propria arte con i graffiti o i murales, spesso su muri abbandonati o trascurati, a volte concessi dalle amministrazioni, ma anche su muri di palazzi, su treni e autobus fermi nei depositi. Esistono anche i taggers, writers che lasciano solamente la propria “firma” in caratteri grafici, ma ultimamente si sono sviluppate delle forme di graffitismo che anziché decorare vandalizzano, sono partite dalle periferie e stanno arrivando nei centri storici e colpiscono a suon di bombolette tutto quello che viene loro in mente, auto, furgoni e camion in sosta, monumenti e palazzi storici Meno arte e più ribellione? Può darsi, viviamo in tempi nei quali i giovani non sono valorizzati: studiano senza sbocchi professionali, lavorano sottopagati o si arrabattano in professioni autonome con gavette che durano anni e anni e quelli meno giovani spesso hanno perso il lavoro o svolgono lavori precari o saltuari e questo è probabilmente il loro modo per esprimere insoddisfazione e amarezza. Il fenomeno è studiato dall’Associazione nazionale antigraffiti, presente in 16 città d’Italia, i cui risultati danno un aumento del 15-20% all’anno che si associa anche a vandalismo più pesante con incisioni su vetrate e superfici, scritte enormi a rullo con prodotti indelebili e alle volte pericolosi, come acido cloridrico o catrame, con un danno economico sempre maggiore. Inoltre le provocazioni diventano sempre più irresponsabili, in luoghi pericolosi che possono provocare folgorazioni o cadute mettendo in pericolo la vita stessa del writer.

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