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Crisi Rhibo Maxicar di Ceva e Garessio, schiarita in vista

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Crisi Rhibo Maxicar di Ceva e Garessio, schiarita in vista

Cuneo – Schiarita in vista per la difficile situazione che l’azienda Rhibo Maxicar di Ceva e Garessio, specializzata nel settore ricambi per carrozzeria auto, sta attraversando a causa della crisi del mercato dell’auto. Il tavolo di crisi che si è riunito lunedì 3 settembre in Provincia, è stato presieduto dall’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini per fare il punto sulla situazione occupazionale dei lavoratori e sulle prospettive future dei due siti produttivi e qualche buona notizia sembra arrivare.
“Abbiamo concordato di procedere su due filoni. Il primo passo sarà quello di muoverci per attivare il contratto di solidarietà, da concordare con il Ministero del Lavoro. Nel contempo, in settimana, verificherò tutte le possibilità per arrivare all’erogazione dell’anticipo di cassa di tale ammortizzatore sociale. Lunedì prossimo darò una risposta all’azienda che coinvolgerà come è successo per altri casi, oltre alla Provincia, la Fondazione bancaria Cassa di Risparmio di Cuneo e i due Comuni interessati, che hanno confermato la loro disponibilità.

Stiamo cercando, insomma, di mettere insieme tutte le energie possibili per cercare di salvare una realtà produttiva molto importante per tutta la Valle Tanaro”.
Nel corso dell’estate l’azienda aveva annunciato una riduzione del 50% del personale a fronte di un incisivo calo del fatturato. L’esubero interesserebbe una quarantina di persone. Dopo la cassa integrazione finita a luglio, l’azienda ha riferito di non riuscire più a gestire la situazione e di dover procedere alla riduzione del personale, se non si fosse trovata un’alternativa. Come illustrato dal direttore generale dell’azienda Salvatore Bortone, l’azienda ha infatti registrato nel 2011 un calo di fatturato di oltre -62% rispetto all’anno precedente a causa della spietata concorrenza cinese e la tendenza al ribasso si sta confermando, seppur in misura minore, anche per il 2012. Il contratto di solidarietà ipotizzato prevede una riduzione di stipendio del 50% per 40 lavoratori, ma poichè l’autorizzazione dal Ministero potrebbe arrivare tra 6 o 7 mesi, è stato previsto un accordo tra enti e istituzioni per ottenere l’anticipo di tali somme, a favore delle famiglie in difficoltà.

Erano presenti anche i sindaci dei due stabilimenti a rischio, Alfredo Vizio per Ceva e Renato Chinea per Garessio, oltre ai rappresentanti sindacali, in particolare Barbara Tibaldi (Fiom Cgil), Mauro Cagno (Fim Cisl) e Bruno Gosmar (Uilm).

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