Cronache marziane: Marchionne paga meno tasse di molti dei suoi dipendenti COMMENTA  

Cronache marziane: Marchionne paga meno tasse di molti dei suoi dipendenti COMMENTA  

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne

Le teorie di Carlo Marx, ormai, sembrano del tutto obsolete. Non perché non siano attuali, ma perché la giustizia sociale, dopo il crollo del comunismo, è diventata una parolaccia in Occidente.

Dove, al massimo, si può parlare di ristrutturazione del capitalismo. In questa ottica, ai comuni mortali, basterebbe che il peso fiscale, oggi gravante solo sul lavoro, venisse spostato alla rendita.

In modo da rendere impossibile quello che succede nel 2012, in Italia, Ove l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha da poco ricevuto in regalo dalla casa torinese (che per inciso è stata messa sotto osservazione dalle agenzie di rating, con conseguente calo del titolo azionario), a titolo di compenso supplementare, un pacchetto di azioni che vale in Borsa oltre 50 milioni di euro.

Ora, su questo corposo regalino l’imposta massima prevista dalle leggi del Belpaese non supera il 30%. Questa, infatti, è l’aliquota prevista a norma di legge per i guadagni dei soggetti residenti all’estero.

L'articolo prosegue subito dopo

E dato che Marchionne, risiede a Walchwil, nel cantone svizzero di Zug, uno dei più generosi delle Confederazione per quanto riguarda le tasse, a conti fatti, il numero uno del Lingotto pagherà su questo maxi premio di 50 milioni un’aliquota inferiore a quella di molti suoi dipendenti. Basti pensare che i quadri e dirigenti Fiat, sono tassati fino al 43% per la parte di reddito superiore ai 75 mila euro l’anno. In sostanza, l’azienda torinese ha regalato a Marchionne un pacchetto di titoli che ai prezzi correnti di Borsa, vale 50, 4 milioni euro. Lo stock grant, come è chiamato nel sempre immaginifico gergo finanziario, è espressamente previsto nel contratto di Marchionne, ratificato da delibere del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei soci. Su queste azioni, la sua aliquota personale non potrà superare il 30 per cento, che è la stessa che già paga sul resto del suo stipendio milionario. Un trattamento che appare a dir poco favorevole, a maggior ragione se, come in questo caso, i guadagni di Marchionne derivano, di fatto, da operazioni di Borsa. Il che, già da solo servirebbe a giustificare la Tobin Tax.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*