Cuba e il dopo Fidel Castro: quale sarà il futuro dell’isola

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Cuba e il dopo Fidel Castro: quale sarà il futuro dell’isola

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Mentre a L’Avana è iniziato il lungo addio al lider maximo Fidel Castro, Cuba si interroga sul suo futuro. Ecco come potrebbe cambiare l’isola.

Sono circa dieci anni che Cuba non è più sotto il governo diretto di Fidel Castro, ma di suo fratello Raul. E’ soprattutto a quest’ultimo che molti fanno risalire il riavvicinamento fra l’isola e gli Stati Uniti d’America. Inoltre Cuba ha già intrapreso da qualche anno un percorso di riforme per sviluppare un’economia di mercato con il progressivo ammorbidimento dell’impostazione socialista.

La crisi dell’economia di Cuba

Il punto cruciale è che, appena salito al potere, Raul Castro si è ritrovato a dover gestire una situazione economica molto difficile. Cuba ha dovuto convivere per decenni in una situazione di embargo effettivo imposto dagli USA.

Le riforme sono state fatte, quindi, o quanto meno avviate, con Fidel Castro ancora in vita. Non sono andate troppo in profondità – come gli stessi cubani hanno sottolineato – ma neppure si può dire che non siano mai esistite.

Ora, con la scomparsa del “capo della rivoluzione cubana”, il Paese sarà senza dubbio più libero di scegliere in che direzione andare.

Cuba dopo Fidel Castro, Cuba dopo Raul Castro

Il problema è che a governare Cuba rimane un uomo, Raul Castro, che ha 85 anni e che, al di là della parentela, è senza dubbio legato in modo indissolubile al tempo e al mondo della rivoluzione comunista. Raul ha detto che terminerà il suo incarico nel 2018, quindi è probabile che per capire cosa davvero succederà nella Cuba del dopo Fidel sia necessario aspettare quella data.

Secondo alcuni, l’uomo del futuro è Miguel Diaz Canel, attuale ministro dell’Istruzione. E’ un esponente politico molto vicino a Raul Castro ma è un uomo di un’altra generazione.

Riforme economiche e configurazione politica del Paese

Al di là delle riforme economiche – la cui attuazione è in qualche modo data per scontata – il tema del futuro sarà la configurazione del panorama politico.

Cuba è al momento un Paese in cui c’è uno e un solo partito, quindi è da capire se le cose andranno avanti così oppure no.

Cuba e gli Stati Uniti del nuovo presidente Donald Trump

Poi c’è il discorso degli alleati. L’isola ha goduto in tempi recenti di sovvenzioni consistenti da parte del Venezuela, un Paese a sua volta entrato in un momento di crisi. Vladimir Putin potrebbe essere un alleato naturale, ma la realtà è che Cuba è un vicino – molto vicino – degli Stati Uniti d’America. Fondamentale che il percorso tracciato da Raul Castro e Barack Obama abbia un futuro, e le recenti dichiarazioni di Donald Trump di voler retrocedere dagli accordi già raggiunti (Obama si è servito di ordini esecutivi, quindi revocabili per legge dal nuovo presidente) non sono certo d’aiuto da questo punto di vista.

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