Cuffie wireless: i 10 migliori modelli

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Cuffie wireless: i 10 migliori modelli

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Desiderate regalare - o perché no, regalarvi - delle cuffie wireless di qualità? Ecco alcuni suggerimenti per spendere bene i vostri risparmi.

L’evoluzione delle cuffie wireless

C’è stato un tempo in cui le cuffie wireless erano soprattutto uno status symbol esibito con malcelata vanità da gente poco avvezza al basso profilo, come Mario Balotelli. Erano, forse, tempi pionieristici (eppure non sono passati più di tre-quattro anni, i quali però in ambito hi-tech costituiscono quasi un’era geologica), in cui ancora non si riusciva a capire la portata dell’introduzione della connessione senza fili nell’ambito della diffusione audio. Tempi in cui, forse, si guardava a questi dispositivi anche con un certo fastidio, di quelli che si provano nei confronti delle cose troppo kitsch o pacchiane.

Cuffie wireless come oggetto regalo

Oggi, al contrario, c’è molta più consapevolezza, ed è forse per questo motivo che le cuffie wireless stanno scalando rapidamente la graduatoria degli oggetti regalo più gettonati per quanto riguarda il comparto hi-tech. E dato che, come sempre quando un prodotto ha fortuna, sul mercato c’è solo l’imbarazzo della scelta, noi vogliamo aiutarvi a discernere il grano dal loglio, per poter scegliere con maggiori certezze.

Ecco allora che vi proponiamo, nelle righe che seguono, i dieci migliori modelli di cuffie wireless.

– Sony MDR-HW700DS

Apriamo la nostra carrellata con un prodotto di gamma top della multinazionale con sede in Giappone, che a dispetto del prezzo non proprio di cortesia viaggia su ritmi di vendita quasi da best buy. Il motivo: una reputazione granitica presso i professionisti del settore, siano essi fonici, tecnici audio televisivi, speaker radiofonici, operatori di studi di registrazione e ovviamente musicisti. E in effetti l’emissione del suono vi sorprenderà per nitore e potenza. Linee curatissime, quasi un unicum – almeno a questi livelli – in casa Sony.

– HP W3K09AA

Dalla casa di produzione di oggetti hi-tech con sede in California (a Palo Alto, per la precisione), non potevamo aspettarci nulla di meglio di un oggetto tanto elegante quanto iper-funzionale. Leggero, affidabile, con una connettività a prova di tempesta elettromagnetica, dal design semplicemente spaziale (nel senso che sembra uscito da un film di fantascienza). Un dispositivo che, una volta indossato, ci si dimentica di averlo sulle orecchie, tanto è delicato e lieve nel tocco (cosa che non capita quasi mai quando si parla di cuffie, men che meno wireless). Il prezzo non è basso, ma è già un miracolo che non si sia proiettato oltre i livelli di guardia: d’altronde, la qualità – così come l’alta fedeltà – si paga.

– Langsdom FA890 Premium

Malgrado questo nome dagli echi vagamente scandinavi, l’azienda che produce queste cuffie ha sede in Cina, con uffici nella solita Shenzhen ma anche a Hong Kong.

La provenienza, tuttavia, in questo caso ha ben poca importanza, dal momento che ci troviamo di fronte a un prodotto di assoluta qualità, che potrebbe essere benissimo frutto di ricerche tecnologiche svizzere o tedesche. Materiali di pregio, linee e colori caldi (i diffusori all’esterno hanno un bel color legno che aumenta, se vogliamo, l’effetto-Ikea), diffusione del suono ai limiti della perfezione. La connettività funziona a dovere, pur non essendo la migliore in circolazione, per performance offerte. Cuscinetti a contatto con i padiglioni auricolari un po’ troppo spessi.

– Bluedio Vinyl

Malgrado il prezzo quasi da saldo, quest cuffie sono il dispositivo perfetto per accompagnare la musica emessa dal vostro iPhone, iPad o iPod. Le linee essenziali e rifinite ai limiti del maniacale, le superfici traslucide, il colore discreto, le finiture curate: tutto profuma di Apple in questo prodotto che potremmo definire apocrifo, comprese – per fortuna – le prestazioni. L’emissione del suono è perfetta, limpidissima, pulita, con le armoniche piene e corpose anche in presenza di suoni complessi; semmai, è dal punto di vista della potenza che i diffusori cedono qualcosa.

– V-Moda Crossfade Phantom Chrome

A dispetto del look molto più frivolo di altri modelli, questo è un prodotto di gamma pienamente top, come testimonia anche il prezzo non proprio amichevole. Materiali di primissima qualità e tecnologia all’avanguardia, per un dispositivo che punta semplicemente alla perfezione. Forse non ci arriva, ma se non altro ci va molto vicino. Il design da cuffia per gaming è quantomeno discutibile, ma si tratta di dettagli.

– Beats 415420 STUDIO 2.0

Se chiedete agli esperti di fonica, vi diranno che si tratta del prodotto più sopravvalutato del decennio. Ebbene, non credetegli. Non fino in fondo almeno: le famose – o famigerate, a seconda dei punti di vista – cuffie da studio progettate da Dr. Dre hanno fatto storcere il naso a più di un tecnico (come si permette un tizio del music business di venire a insegnarci il mestiere?), guadagnandosi più di un moto di sfiducia e/o di insofferenza, riflesso forse inevitabile del celebre endorsement del producer e rapper statunitense nel ramo dell’hi-tech. In realtà, a giocare a loro sfavore sono soprattutto il prezzo e la naturale antipatia del firmatario, perché per il resto a queste cuffie si può dire ben poco: suoni netti, puliti, rotondi, bassi semplicemente meravigliosi (d’altronde, se non li cura uno che fa hip hop, chi altri?) e una stazza importante, che permette loro – e di riflesso a chi le indossa – di non passare inosservate.

– Sennheiser Momentum Around-EAR Wireless M2 AEBT

Non poteva mancare all’appello la casa produttrice con sede in Germania, vera autorità in merito di microfoni, cuffie, auricolari, headset, casse, diffusori, woofer, mixer, amplificatori e quant’altro riguardi la diffusione del suono, in ambiti pubblici, privati o solipsistici. Nel caso specifico, parliamo di un vero e proprio headset, con un cuore digitale di ultimissima generazione, a riprova dell’avanguardia tecnologica di cui si deve obbligatoriamente parlare quando si parla di prodotti griffati Sennheiser. Del suono pulito e nitido non serve nemmeno parlare. Andiamo invece a cercare il pelo nell’uovo: d’accordo il design circumaurale chiuso per non stressare i padiglioni auricolari con una pressione tanto eccessiva quanto inutile, ma non sarebbe stato il caso di curare un po’ di più l’estetica?

– Bang & Olufsen BeoPlay H8

Sono tra le cuffie wireless preferite dalla rete, queste prodotte dalla celebre azienda con sede in Danimarca e specializzata in TV e hi-fi. I motivi sono facilmente quanto immediatamente intuibili: linee elegantissime, con uno splendido color vinaccia a invadere tutta la scocca, sintesi perfetta di austerità teutonica e armonia scandinava (d’altro canto, quello danese è un popolo sospeso tra questi due universi antropologici), e prestazioni da prodotto di gamma top. Sistema di soppressione del rumore integrato e una buona serie di funzioni aggiuntive, si uniscono a una lunga autonomia delle batterie (fino a 14 ore). Dulcis in funso, con solo 225 grammi di peso sono tra le cuffie più leggere tra quelle disponibili sul mercato.

– Definitive Technology Symphony 1

Aspetto vistoso, peso non proprio amichevole (circa 450 grammi) ma prestazioni di grandissimo livello, per queste cuffie prodotte da un’azienda californiana specializzata in produzione di sistemi di diffusione audio anche per location di grandi dimensioni (cinema, teatri, sale da musica). In cambio, tuttavia, questo dispositivo offre una riproduzione di altissima qualità, con suoni pieni e ben distinguibili anche nei dettagli in background. Adatto anche a un utilizzo in studio di registrazione, per i musicisti.

– Master & Dynamic MW50

Con la loro stramba combinazione di colori – marrone chiaro più argento -, queste cuffie rischiano di apparire come uno dei prodotti più frivoli del lotto. Al contrario, sono tra i dispositivi migliori, con degli eleganti rivestimenti in vacchetta e pelle d’agnello (astenersi animalisti, dunque) e un hardware di primissima qualità. I suoni escono fluidi e rotondi, i bassi non vanno mai in crisi e la resilienza del prodotto emerge anche quando deve maneggiare tessiture sonore particolarmente impegnative. Consideratele un investimento sulla qualità.

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