Cuore di De Amicis: il 18 ottobre 1886 veniva pubblicato COMMENTA  

Cuore di De Amicis: il 18 ottobre 1886 veniva pubblicato COMMENTA  

Il 18 ottobre del 1886 usciva il celeberrimo romanzo per ragazzi Cuore, scritto a Torino da Edmondo De Amicis (Oneglia, 21 ottobre 1846 – Bordighera, 11 marzo 1908) e pubblicato dalla casa editrice milanese Treves. Oggi è uno dei libri per ragazzi più noti a livello mondiale.


La storia è ambientata nella Torino post – unitaria del periodo storico compreso tra il 1878 – anno di incoronazione di Re Umberto I – e il 1886. La capitale del Regno d’Italia ormai non era più il capoluogo piemontese ma Roma. Più precisamente Cuore narra di eventi avvenuti tra 17 ottobre 1881 al 10 luglio 1882.


Il Libro Cuore ha il chiaro intento di educare i giovani italiani – ai quali è espressamente dedicato – alle Virtù civili: l’amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio, l’eroismo, la carità, la pietà, l’obbedienza e la sopportazione delle disgrazie.


Perché le date del  libro sono così precise? Perché Cuore è un diario, il cui autore, l’11enne Enrico Bottini, è uno studente borghese di una terza elementare –  la prima classe elementare superiore in base alla Legge del Ministro della Pubblica Istruzione Gabrio Casati del 1859  – che scrive della propria vita e di quella dei suoi compagni di classe nell’anno scolastico 1881-82 – da ottobre a luglio -. Ogni mese corrisponde ad un capitolo. La narrazione è intervallata dai “racconti mensili” del maestro elementare Perboni, nove avvincenti storie che hanno come protagonisti fanciulli di diverse regioni italiane e spesso con un finale drammatico – alcune in particolare, come Dagli Appennini alle Ande, sono diventate famose anche indipendentemente dal romanzo –; oppure ci son appunti e lettere dei familiari di Enrico – il padre Alberto, la madre di cui non si conosce il nome e solo una volta la sorella maggiore Silvia –, i quali leggono ciò che lui ha scritto e a loro volta gli danno per iscritto consigli etici e pedagogici utili per la sua crescita. Il diario si conclude con la nota che la famiglia Bottini deve trasferirsi in un’altra città, dove Enrico frequenterà la quarta elementare, perdendo i compagni di classe avuti a Torino.

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Compagni di classe ma dall’età molto eterogenea e molto caratterizzati – eccetto  lo stesso Enrico -: da Garrone “il buono” a Franti “il cattivo”, al “calabrese” Coraci.

L’opera di Edmondo De Amicis ha avuto da subito uno straordinario successo, perché i personaggi dei racconti provengono da varie parti d’Italia, fornendo un forte spunto alla Unità tra le varie regioni a livello culturale oltre che politico. Per tali motivi De Amicis anche nella sua epoca è stato lo scrittore più letto del nostro Paese.

Ha avuto molte imitazioni, ha ispirato un’opera teatrale musicale trasgressiva e grottesca con Paola Cortellesi intitolata Musica senza Cuore (2003), e libri: nel suo Diario Minimo (1961), Umberto Eco fa un Elogio di Franti, in cui mentre Enrico rappresenta l’Italia mediocre e perbenista destinata a sfociare nel Fascismo, Franti, con il suo riso sarcastico, è visto come una salutare sovversione dell’ordine sociale vigente.

Inoltre Cuore è stato commentato, stroncato od elogiato da grandi personaggi della letteratura  e della cultura italiana come Giovanni Pascoli, Benedetto Croce e Indro Montanelli.

Per non parlare dei film e delle miniserie televisive – di grandi registi come Luigi Comencini e in cui tra tutti troviamo come attori Vittorio De Sica, Johnny Dorelli, Giuliana De Sio, Giulio Scarpati e Anna Valle – prodotti sia su “tutto” il Libro Cuore che  su singoli episodi tratti dal libro. Infine trattandosi di un romanzo di successo per ragazzi, era difficile non pensare di trarne degli anime, com’è avvenuto nel 1976 con Dagli Appennini alle Ande – il cartone animato aveva il nome del protagonista, Marco – e nel 1981 – l’anime s’intitolava proprio Cuore –.

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