Da gennaio 2016 raffica di rincari per luce e gas

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Da gennaio 2016 raffica di rincari per luce e gas

Il governo ha annunciato con la nuova legge di stabilità l’abolizione dell’Imu, ma intanto arrivano nuovi salassi per le tasche degli italiani, alle prese con una raffica di rincari che renderà sempre più salato il costo della bolletta di luce e gas.

Già dall’inizio del prossimo anno verrà introdotto un nuovo periodo regolatorio del sistema idrico, che verrà aggiornato dall’Autorità per l’Energia.

L’indiscrezione è stata rivelata dall’agenzia di rating Moody’s che ha spiegato come la nuova regolamentazione rifletterà quella di altri settori regolati come le reti elettriche e del gas e comporterà degli incrementi dei tariffari automatici (stimati nell’ordine del 4-5% nel biennio 2013-2015) e che verranno ‘garantiti per coloro che investiranno nell’efficientamento dei costi e nel miglioramento del servizio’.

In parole povere, l’Authority uniformerà le regole in vigore già da qualche anno per le reti gas ed elettricità e che hanno consentito di rendere più efficente il servizio.

Nella bolletta del gas e della luce è infatti prevista una voce dedicata appositamente agli investimenti sulle reti, che comporterà nuovi costi da sostenere per gli utenti. In breve si paga di più per avere un servizio più qualitativo e le aziende avranno un ritorno economico per gli investimenti effettuati in tal senso.

Si dovrà attendere l’anno nuovo per capire a quanto ammonterà il salasso per le famiglie italiane. Moody’s ha già specificato che la nuova regolamentazione rialzerà il costo delle tariffe. Lo si deduce là dove sostiene che “la nuova regolamentazione favorirà il profilo di credito delle principali utility italiane attive in questo settore, per esempio Acea, Hera, Acquedotto Pugliese e Iren“. Questo comporterà che “le aziende del settore potranno godere di un aumento dei ricavi e dei flussi di cassa“per gli investimenti sostenuti.

Questa nuova regolamentazione è destinata a fomentare la polemica con i comitati referendari, che da tempo invocano investimenti nel settore idrico a carico della fiscalità generale, proprio per evitare corposi rincari alle bollette.

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