Da Londra nuove accuse al governo italiano: ‘Gli 007 pagarono il riscatto per liberare Pelizzari’ COMMENTA  

Da Londra nuove accuse al governo italiano: ‘Gli 007 pagarono il riscatto per liberare Pelizzari’ COMMENTA  

Un nuovo atto di accusa nei confronti del governo italiano giunge da Londra, dove è stato pubblicato un documento che attesterebbe il pagamento di un riscatto da parte delle autorità italiane per la liberazione di Bruno Pelizzari. A rivelare l’indiscrezione clamorosa è il sito britannico Guardian, che ha ricostruito, tramite i documenti in possesso, le varie fasi relative alla liberazione di Pelizzari: ‘Secondo quanto emerge da un documento ottenuto da un agenzia di spionaggio (sudafrcana, ndr), l’intelligence italiana aiuto’ a escogitare una falsa storia sul recupero di ostaggi ad opera delle forze di sicurezza (somale) per celare il pagamento di un riscatto‘.

La clamorosa indiscrezione arriva dopo il caso sul presunto riscatto pagato dal governo italiano – smentito dagli interessati – che rivelerebbe il pagamento di un riscatto per la liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, avvenuto in Siria nel gennaio del 2015.

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Bruno Pelizzari venne rapito il 26 ottobre del 2010 insieme alla compagna sudafricana, Debbie Calitz, a bordo della loro barca, assaltata a largo della Tanzania dai pirati sulle acque dell’Africa orientale e vennero successivamente liberati nel giugno del 2012.

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Il ministro degli Esteri dell’epoca, Mario Terzi, escluse il pagamento di un riscatto, mentre il ministro della Difesa somalo, Hussein Ara Isse, allora presente con i due ostaggi al fianco, ebbe modo di riferire di un blitz delle forze di sicurezza locali.
Secondo il documento segreto diffuso dal Guardian recante la data del 6 luglio (2012) (ottenuto dalla rete al Jazeera e citato in un documentario trasmesso nella serata di ieri) si evince chiaramente che l’agenzia di intelligence Aise (l’ex Sismi) pago’ un riscatto di 525.000 dollari’.

Nel documentario si specifica anche che ‘per nascondere il pagamento del riscatto l’Aise e la Snsa (gli 007 somali) e gli ostaggi concordarono di informare la stampa ed il pubblico che il loro rilascio era stato il risultato di un’operazione di salvataggio delle forze di sicurezza somale‘.

Si attende adesso la risposta dei diretti interessati in merito alle accuse giunte da Londra.

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