Dal CdM via libera alla Legge di Stabilità 2016, l’Italia con il segno più

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Dal CdM via libera alla Legge di Stabilità 2016, l’Italia con il segno più

“L’Italia con il segno più” è lo slogan con il quale il premier Matteo Renzi ha battezzato il quadro degli obiettivi della Legge di Stabilità 2016 presentandone ieri i contenuti a valle della riunione del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al provvedimento.

Una manovra fra i 27 e i 30 miliardi di euro e con una forte dipendenza, addirittura nella definizione dell’entità economica complessiva, dall’approvazione di Bruxelles, da cui si attende il placet allo sforamento dello 0.2% nel rapporto deficit Pil.

“Per la prima volta nella storia repubblicana recente” ha detto Renzi nel corso della conferenza stampa, “con il nostro governo le tasse vanno giù“, riassumendo con ciò il tratto con il quale il governo intende caratterizzare la Legge di Stabilità agli occhi della popolazione. “Si scrive ‘legge di Stabilità'” ha poi proseguito il presidente del Consiglio, “ma si pronuncia ‘legge di fiducia’. Il nostro destino non è Bruxelles, a New York, a Pechino: è nelle nostre mani”. Una precisazione, quest’ultima, che non cancella però la necessità che la manovra dell’esecutivo renziano debba ottenere l’approvazione dei tecnici dell’Unione Europea (l’argomento più spinoso è l’abolizione della Tasi). “C’è una parte di noi che ritiene che le regole europee debbano essere rispettate” ha aggiunto Renzi proprio sul tema dei rapporti con l’UE “e una parte che vorrebbe applicarle con un pochino più di fantasia. La nostra scelta è di rispettare le regole europee avendo fatto un lavoro gigantesco per cambiarle”.

Fra le principali misure citate da Renzi ci sono il taglio dell’Ires e “ulteriori interventi sull’edilizia scolastica”, attesi nel 2017 e che si vorrebbe anticipare al prossimo anno (anche qui tutto dipende da Bruxelles), il nuovo regime dei minimi per le partite IVA, definito “una sorta di Jobs Act per i lavoratori autonomi”, l’abolizione della tassa sulla prima casa, dell’Imu agricola e dell’Irap, le nuove misure per mettere in ammortamento i nuovi macchinari, l’innalzamento a 3000 euro del tetto per i pagamenti in contanti, la conferma di “ecobonus e bonus mobili” in ambito edilizio, il programma di assunzioni di ricercatori, lo sblocco dei fondi dei Comuni, i nuovi stanziamenti per la Salerno – Reggio Calabria, l’aumento della compensazione al 10% per l’Iva per i produttori di latte, l’introduzione della social card per le famiglie più disagiate, l’adozione delle misure relative al part-time in uscita dal mondo del lavoro, la nuova no-tax area per i pensionati, il canone Rai ridotto e nella bolletta dell’energia elettrica.

Tantissime misure, insomma, che ora devono essere sottoposte all’esame del Parlamento italiano e dei tecnici di Bruxelles per ottenere tutte le necessarie approvazioni per l’entrata in vigore. Dall’UE dovrebbero arrivare notizie entro i prossimi 15 giorni nel caso in cui le modifiche richieste siano sostanziali, altrimenti il parere dovrebbe essere reso noto entro la fine di novembre.

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