Dalla BCE arriva la liquidità di emergenza per la Grecia COMMENTA  

Dalla BCE arriva la liquidità di emergenza per la Grecia COMMENTA  

Le discussioni e le sedute si accavallano, perché quelli in corso sono giorni frenetici, in cui si decide se e come salvare la Grecia dal fallimento, mantenendola all’interno dell’Eurozona.


Ieri notte il parlamento greco si è riunito e, seppure con una maggioranza orfana di un quarto abbondante dei deputati del partito di governo Syryza, è riuscito ad approvare il primo pacchetto di riforme concordate da Tsipras all’Eurosummit di Bruxelles.


Ora arriva il responso dell’Eurogruppo, che, dopo aver atteso che si esprimesse per prima Atene, si è riunito ieri per decidere circa la ratifica dell’avvio del sistema di aiuti da fornire alla Grecia, incluso il prestito ponte da 7 miliardi di euro, di importanza ormai vitale per la popolazione greca. La seduta, giudicata da molti niente più di un passaggio burocratico (come tanti, troppi ce ne sono, come dicono i detrattori dell’UE), ha comunque prodotto un comunicato in cui si approva “in linea di principio” il piano di salvataggio, pur senza entrare nel merito del prestito ponte.


Chi invece si è già mosso, anche un po’ a sorpresa, con azioni pratiche è la Banca Centrale Europea presieduta da Mario Draghi, che ha già deliberato un aumento di liquidità proveniente dallo sportello di emergenza Ela, che potrebbe e dovrebbe garantire quasi da subito fondi preziosi per Atene.

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