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Dalla Siria l’accusa all’UE di sostenere il terrorismo

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Dalla Siria l’accusa all’UE di sostenere il terrorismo

In occasione di un’intervista rilasciata ai media russi a Damasco, l’ex presidente siriano Bashar al Assad si è scagliato contro l’Europa, vera e unica causa, a suo dire, del problema dei migranti.
L’Europa, ha infatti dichiarato “ha sostenuto e continua a sostenere e a coprire il terrorismo”, “chiama alcuni terroristi ‘moderati’ e li divide in gruppi”, mentre “sono tutti estremisti”.
L’accusa di Bashar al Assad è rivolta a tutto l’Occidente e alla Turchia, che tuttora, dopo averlo già fatto in passato, rifornirebbero di armi, denaro e uomini sia i qaedisti di Jabhat al-Nusra, sia i terroristi dell’Isis che stanno sconvolgendo la Siria.
“La cooperazione tra l’Occidente e Jabhat al-Nusra” ha sostenuto l’ex presidente siriano “è un dato di fatto, noi tutti sappiamo che Jabhat al-Nusra e Isis ricevono armi, denaro e volontari dalla Turchia, che mantiene stretti rapporti con l’Occidente“.
Bashar al Assad, nel dirsi pronto alla cooperazione contro chiunque voglia opporsi al terrorismo, ha sottolineato che “paesi come Turchia, Qatar e Arabia Saudita, così come Francia, Stati Uniti e altri Stati occidentali che sostengono il terrorismo, non possono combattere il terrorismo da soli.

Non ci si può opporre ai terroristi e stare allo stesso tempo dalla loro parte”.
Nel rispondere poi a una domanda circa la disponibilità a rassegnare le dimissioni, in caso di necessità, Bashar al Assad ha esordito chiarendo che “sin dall’inizio la campagna dei media occidentali si concentrava sul fatto che l’intero problema fosse il presidente stesso. Hanno tentato di dare l’impressione che il problema della Siria derivasse da una persona”. “Il presidente” ha poi proseguito “assume il potere con il consenso del popolo attraverso le elezioni e se lascia lo fa su richiesta del popolo, non per decisione degli Stati Uniti, del Consiglio di sicurezza dell’Onu, della Conferenza di Ginevra o del comunicato di Ginevra”, “se il popolo desidera che il presidente rimanga, lui rimane, altrimenti dovrebbe lasciare immediatamente, questa è la mia posizione di principio su questo tema”.
Da Parigi, intanto, il Ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian ha annunciato che i primi raid aerei francesi contro le postazioni dell’Isis in Siria avranno luogo già “nelle prossime settimane”.
Già operativa sarebbe invece l’aviazione australiana, che, secondo quanto ha riferito la BBC, avrebbe già effettuato tre attacchi aerei.

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