Dalla UE arriva il no al taglio di Tasi e Imu COMMENTA  

Dalla UE arriva il no al taglio di Tasi e Imu COMMENTA  

Proclami trionfali e, poi, conferme, date fino a pochissimi giorni fa.

In questi termini il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si è espresso nel promettere agli italiani che, dal prossimo anno, spariranno tutte le tasse sulla prima casa.


Via le odiate Imu e Tasi e risparmi veri garantiti a tutte le famiglie nella forma di una riduzione effettiva delle tasse.

Ma l’impostazione finanziaria del futuro a breve termine del nostro paese è in fieri, perché le idee dell’esecutivo devono ancora trovare la via della piena realizzazione attraverso la inevitabile individuazione delle coperture economiche.


Taglio delle tasse, possibile estensione del bonus da 80 euro, meccanismi di sgravio per i nuovi assunti a tempo indeterminato, tagli alla sanità e alla spesa pubblica, specie nel settore dei servizi.


A conti fatti, al governo servono 15 miliardi, parte dei quali potrebbe venire proprio dalle riduzioni di spesa (anche se si tratta di un percorso a ostacoli…), parte dei quali, invece, dovrebbe provenire – o, almeno, questa è l’idea – da nuovi accordi con l’Ue nella gestione del rapporto deficit / Pil.

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Siamo ancora in una fase preliminare che più preliminare non si può, e l’Ue potrebbe aver già sbattuto la porta in faccia all’Italia.

Taglio di Imu e Tasi? Macché, dicono i tecnici di Bruxelles, è una misura inutile e ininfluente. Renzi pensi a ridurre piuttosto la tassazione sul lavoro, che per contro rappresenterebbe una misura incisiva e fondamentale.

Da Palazzo Chigi non sono, per ora, arrivati commenti, anche perché la trattativa è appena iniziata e sarà con ogni probabilità molto lunga. L’Italia non può negare di avere bisogno di una concessione da parte dell’Ue sul bilancio, perciò è meglio non inasprire subito i toni.

Ben altro vale invece per Confedilizia, il cui presidente Giorgio Spaziano Testa ha commentato che “c’è da rimanere sconcertati. Evidentemente, i danni causati dalla dissennata politica fiscale in atto dal 2012 – che gli italiani toccano con mano ogni giorno – non sono visibili da Bruxelles e da una burocrazia Ue lontana dalla realtà”, aggiungendo che “confidiamo che il Governo italiano, nella sua autonomia, operi per il bene del Paese e inizi al più presto una decisa opera di riduzione della tassazione sugli immobili che, per essere efficace, non dovrebbe peraltro essere limitata alla prima casa”.

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