Danza, “Invenzioni a tre voci”

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Danza, “Invenzioni a tre voci”

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Tre danzatrici, tre voci. Attraverso il linguaggio della danza si vuole colpire il cuore. È quello che si propone il progetto “Transiti humanitatis della compagnia Zappalà Danza, che si è esibita ieri al teatro Garibaldi di Palermo con “Invenzioni a tre voci”. Uno spettacolo che mette in scena tre danzatrici (nella foto di Lorenzo Gatto) che si esibiscono sulle musiche di Bach eseguite dal vivo al pianoforte e al violino. La platea è piena di gente che si mescola con il gioco di luci, che illumina ora quella ora l’altra danzatrice, che sfruttano completamente il palcoscenico, dove la voce di Roberto Zappalà, coreografo e regista, entra in scena e le guida con un monologo accompagnato dalle note al pianoforte. Danzatrici nude che puntano al cuore: una scelta che vuole significare di rivelare le illusioni e gli inganni che, quasi sempre, lo sguardo maschile ha messo in campo quando l’oggetto dello sguardo è stato la donna e il suo corpo. Si tratta di una scelta forse un po’ forzata quella di mettere a nudo i corpi delle danzatrici, che riescono a esprimersi in maniera egregia sfruttando la loro professionalità, come dimostrano in un secondo tempo quando si rivestono e danzano “rompendo” il palcoscenico. Ottima la regia.

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