Dati Ocse, in Italia solo 6 neolaureati su 10 trovano lavoro COMMENTA  

Dati Ocse, in Italia solo 6 neolaureati su 10 trovano lavoro COMMENTA  

Mondo del lavoro e mondo della scuola vanno a braccetto e molto di ciò che non funziona nel primo è legato o riconducibile a difetti nel secondo.


Sembra essere questo ciò che emerge dagli ultimi dati diffusi ieri dall’Ocse in merito al livello di occupazione dei giovani laureati del nostro paese. Il report presentato al Miur afferma che, nel 2014, soltanto il 62% dei neolaureati (definizione che comprende tutti i possessori di titolo di studio magistrale e con età compresa fra i 25 e i 35 anni) aveva trovato un’occupazione. Sei su dieci circa, qualcosa più della metà, senz’altro troppo poco. Per di più, dicono dall’Ocse, la tendenza è in forte calo, visto che, nel 2010, la percentuale, per quanto sempre bassa, arrivava al 67%: un calo di più di un punto percentuale l’anno, quindi, a descrivere bene le difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro all’uscita dalle università italiane. Si tratta, secondo i tecnici che hanno curato la redazione del report Ocse, di “un livello paragonabile a quello della Grecia”, nonché del “più basso tra i Paesi dell’Ocse”.


La situazione è delicata per vari motivi. Oltre alla specifica situazione economica nazionale e mondiale, in primo luogo il problema si riconduce alla mancata coincidenza fra il titolo di studio e le competenze richieste nel mondo del lavoro. Le lauree, secondo l’Ocse, “non coincidono con l’acquisizione di competenze solide, sollevando interrogativi circa la qualità dell’apprendimento”. Sembra poi esserci un ulteriore aspetto legato alla distribuzione del tasso di disoccupazione, che si presenta più elevato nel caso dei figli di genitori non laureati, che potrebbero essere privi di conoscenze familiari in grado di facilitare in qualche modo l’ingresso nel mondo del lavoro.


Grottesco è poi il dato relativo alla percentuale di giovani provvisti di diploma di istruzione terziaria in Italia rispetto alle media Ocse: 34% quella del nostro paese contro il 50%. Ancora peggio per quello che riguarda la percentuale di laureati, che dovrebbe arrivare al 20% in Italia, contro una media Ocse del 17%.

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