David Cameron contro la Tobin Tax COMMENTA  

David Cameron contro la Tobin Tax COMMENTA  

Il premier britannico Cameron
Il premier britannico Cameron

La discussione sulla Tobin Tax, la tassa che dovrebbe colpire le rendite finanziarie, continua a caratterizzare le mosse di molti dei maggiori leader europei. Come è noto, a spingere per l’introduzione di una tassa di questo tipo è soprattutto il presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale era riuscito nelle settimane passate a far convergere sulle sue posizioni Mario Monti e Angela Merkel, mentre ad opporsi risolutamente è il premier britannico David Cameron, il quale evidentemente preferisce far pagare i costi della crisi ai ceti colpiti dai tagli massicci operati dal governo conservatore da quando è arrivato al potere.

Lo stesso Cameron, nei giorni scorsi, ha spiazzato Sarkozy, portando sulle sue posizioni la Merkel, che non ha esitato a sacrificare l’asse con la Francia a quello con una Gran Bretagna che negli ultimi mesi si è caratterizzata in senso isolazionista e si è opposta a tutto ciò che veniva prospettato nel senso di una unità politica ed economica europea vista come il fumo negli occhi da Londra, e non da ieri.

Le ultime dichiarazioni di Cameron, rilasciate proprio nelle ultime ore, confermano la volontà dei conservatori inglesi di non colpire speculatori e finanzieri che stanno letteralmente affamando l’Europa (basti leggere le cronache arrivanti dalla Grecia per capire come non si tratti di semplici esagerazioni) in nome di un ultraliberismo che oltre a danni incalcolabili, si spera abbia fatto il suo tempo.

Secondo il premier britannico, mettere la Tobin Tax proprio in un momento di crisi, sarebbe infatti un controsenso, in quanto impedirebbe di puntare al rilancio dell’economia e allo sviluppo.

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Qualcuno dovrebbe spiegare a questi signori, che lo sviluppo si crea rilanciando i consumi, quegli stessi depressi da manovre su manovre che sono andate praticamente ad azzerare la possibilità di spesa dei ceti medio bassi. Mentre i finanzieri tanto amati da Cameron, forse perchè sostentano alla grande il partito da lui guidato, non a caso bollato spregiativamente come partito della City, di soldi da spendere ne hanno sin troppi e sarebbe ora che contribuissero al rilancio dell’economia. Cameron permettendo, naturalmente.

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