Davvero i prodotti di bellezza made in USA sono “cruelty free”?

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Davvero i prodotti di bellezza made in USA sono “cruelty free”?


Negli Stati Uniti i prodotti di bellezza denominati “cruelty free”, ovvero che non vengono testati sugli aninali, sono davvero così?
Se lo chiede il settimanale Glamour, in un articolo firmato da Danica Lo.
“La FDA afferma sul suo sito che le aziende possono interpretare a piacimento il “cruelty free” in quanto non esiste una regolamentazione ben definita” dice al New York Times Vicki Katrinak, a capo della Coalizione per l’informazione dei consumatori per quanto riguarda i prodotti di bellezza.
Quindi, anche se le tecnologie si sono evolute in modo che l’industria della bellezza non sia più dipendente dalle cavie e dai conigli per i test di mascara e rossetto, non è detto che questi non vengano comunque usati.
“La scienza si è evoluta e abbiamo una tecnologia all’avanguardia, che non avevamo 30 o 40 anni fa e che ci permette di evitare l’utilizzo di animali” racconta il Dott. Nancy Beck al New York Times.

“Non significa, però, che la sperimentazione animale sia una cosa del passato, almeno negli Stati Uniti”
Due anni fa, l’Unione Europea ha vietato i prodotti di bellezza per “l’irritazione della pelle, la sensibilità alla luce e la tossicità acuta” che sono testati sugli animali, insieme al divieto di importare di prodotti cosmetici contenenti ingredienti che sono testati su animali.
Ma gli Stati Uniti devono ancora seguire l’esempio europeo.
Solo perché una società dice che i suoi prodotti sono “cruelty-free” o “non testati su animali”, non significa che valga lo stesso per gli ingredienti specifici. “La maggior parte della sperimentazione animale avviene a livello degli ingrediente” dice il Times.

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