Ddl anti-corruzione, il governo fa marcia indietro: niente maxiemendamento COMMENTA  

Ddl anti-corruzione, il governo fa marcia indietro: niente maxiemendamento COMMENTA  

Paola Severino, ministro della Giustizia
Paola Severino, ministro della Giustizia

«Presidente, desidero informarla che il governo, nonostante le promesse fatte nelle ultime sedute, non è in tempo nella giornata di oggi per presentare un testo del maxiemendamento». Con queste parole, pronunciate ieri in mattinata a Montecitorio dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, il governo ha dichiarato di non essere stato in grado di tener fede all’impegno di presentare  un maxiemendamento al ddl anti-corruzione. Impegno preso con vigore soltanto il giorno prima.

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Giarda non ha usato giri di parole nell’ammettere che il governo «non è riuscito ad onorare i propri impegni» e ha chiesto uno spostamento dei tempi in modo che possa proseguire la discussione sul provvedimento.

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A precisare la situazione ci ha pensato il Guardasigilli Paola Severino, la quale ha spiegato che si sono verificati problemi di natura tecnica, non inerenti ai contenuti del provvedimento: «Il tema era quello di decidere se presentare un unico maxiemendamento oppure spezzare in tre parti. Il presidente della Camera preferito questa seconda soluzione e noi ci siamo adeguati».


L’emendamento dell’esecutivo, dunque, sarà soggetto oggi a tre fiducie. «Un mezzo per superare l’impasse» ha chiarito la Severino

 

 

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