Ddl anti-corruzione: torna il “salva-Ruby”

Roma

Ddl anti-corruzione: torna il “salva-Ruby”

Montecitorio in fermento per la discussione del ddl contro la corruzione: il deputato Pdl Francesco Paolo Sisto tira in ballo lo scottante emendamento “Salva-Ruby”, quello cioè che potrebbe porre fine al processo contro Berlusconi, con la trasformazione del reato di concussione solo in presenza di” utilità” o “vantaggio ” patrimoniale. Per il responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando, si tratterebbe dell'”ennesimo tentativo di boicottare il ddl”, ma anche Idv aggiunge il carico, definendo la proposta “indecente e strumentale”. Da oggi tuttavia gli emendamenti saranno messi a i voti ed il Pdl ne presenta altri 35, tra cui uno firmato da Manlio Contento (componente commissione permanente giustizia) che ricalca il testo di Alfano sulle imprese a rischio di infiltrazione mafiosa. Tale emendamento prevede che non venga più richiesto il certificato antimafia per ogni attività, ma si istituisca al suo posto un elenco delle imprese “virtuose” presso le prefetture. Il Pdl chiede anche che venga cancellato l’aumento di pena per il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

L’Ucd invece punta a modificare la norma passata grazie a Giachetti del Pd e chiede di escludere dal limite di 10 anni per il collocamento fuori ruolo dei magistrati, coloro che prestano servizio con funzioni non giudiziarie presso il Quirinale, Parlamento e Consulta. Patron Griffi chiede infine un codice etico per i dipendenti della pubblica amministrazione, che in caso di violazione, ne determinerebbe il licenziamentoi.Vedremo cosa succederà

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