Ddl anticorruzione, ultimatum della Severino: «Fiducia o si va a casa» COMMENTA  

Ddl anticorruzione, ultimatum della Severino: «Fiducia o si va a casa» COMMENTA  

Paola Severino, ministro della GiustiziaRoma – Martedì potrebbe essere l’ultimo giorno del governo Monti. Ipotesi improbabile, ma sul Ddl Anticorruzione il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha deciso che il tempo della discussione è finito e che sia il momento di mettere le cose in chiaro, senza giri di parole: «Se non si faranno passi in avanti e se non c’è nessuna iniziativa da parte dei partiti per sbloccare la situazione, il governo dovrà necessariamente chiedere la fiducia. E se non la otterremo, andremo a casa».

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La dichiarazione del Guardasigilli arriva mentre si trovava a Lussemburgo, presso il Consiglio dei ministri europei della Giustizia. Nonostante la perentorietà del messaggio, la Severino si è detta «assolutamente serena, perché credo che il provvedimento sia importante, corretto e condivisibile». Tuttavia, non intende demordere anche nell’ ipotesi peggiore: «Ciò su cui mai mi sono dichiarata disponibile è considerare la giustizia merce di scambio», ricordando che si tratta di un progetto di riforma sui reati contro la pubblica amministrazione, «un progetto serio e la serietà non si scambia con nulla».


E così il governo ha deciso di chiedere la fiducia almeno sulla parte penale del provvedimento, dopo che la Severino aveva già bocciato tutti gli emendamenti del ddl anticorruzione che riguardavano proprio questa parte. Tra questi anche l’emendamento del Pdl, il “Salva-Ruby” proposto da Francesco Paolo Sisto che, secondo il Pd, avrebbe ripercussioni sul processo per concussione in cui è imputato l’ex premier Silvio Berlusconi. L’emendamento del Pdl prevedeva l’abbassamento dei minimi delle pene, modifiche sul traffico di influenze e sulla concussione per induzione.


L’intenzione della Severino, dunque, sarebbe quella di mettere la fiducia sul testo uscito dalle commissioni, decisione appoggiata anche dal Pd: «Non deve cambiare una virgola», ha dichiarato il capogruppo Dario Franceschini.

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Il capogruppo Pdl in commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa, ha assicurato che il suo partito voterà la fiducia, anche se con qualche «mal di pancia». «Rientra nelle facoltà del governo chiedere la fiducia sui provvedimenti e noi la voteremo» ha detto Costa «ma è una scelta che soffoca il dibattito. Il Parlamento è la sede del confronto e non credo che questa sia la scelta migliore per il dialogo»

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