DdL Povertà approvato al Senato, nuovo piano nazionale

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DdL Povertà approvato al Senato, nuovo piano nazionale

camera dei deputati

E’ arrivato il momento del nuovo piano nazionale anti povertà. Il disegno di Legge è stato approvato dal Senato e, ora, manca solo il decreto attuativo.

Il Senato ha approvato il piano nazionale anti povertà e, ora, il DdL è diventato Legge. La dotazione economica, stabilita nell’ambito della manovra finanziaria, è di 1,6 miliardi di euro destinati a diventare strutturali, seguiti il prossimo anno da un ulteriore innalzamento a 1,8 miliardi. 138 i voti a favore, 71 quelli contrari, 21 gli astenuti.

Il contrasto alla povertà è diventato negli ultimi anni uno dei temi centrali del dibattito politico e la recente approvazione del nuovo piano nazionale in materia rappresenta la prima misura dedicata a tutte le famiglie che vivono al di sotto degli standard minimi. Si tratta, secondo le stime più aggiornate, di quasi un nucleo familiare su quattro in tutto il territorio nazionale (media 24,5%). Il prossimo passaggio sarà appunto quello di stabilire in via ufficiale, tramite un decreto attuativo, proprio la cosiddetta soglia di povertà, ovvero il limite al di sotto del quale si avrà diritto al sostegno statale.

Cosa prevede il piano nazionale anti povertà

Il ministro del Lavoro Poletti ha spiegato che le misure del piano nazionale anti povertà riguarderanno circa 400 mila famiglie italiane, per un totale di circa un milione e 770 mila persone.

La novità più importante della nuova Legge è il reddito di inclusione (Rei), destinato a sostituire il vecchio Sia (il sostegno per l’inclusione attiva che consisteva in una carta prepagata). Il Rei comprenderà un sostegno di tipo economico e uno consistente in servizi gratuiti ai cittadini tramite la rete di servizi sociali.

In termini pratici, potrebbe trattarsi di un importo di circa 400 euro al mese – simile, quindi, al Sia – e sarà elargito con ogni probabilità tramite una carta prepagata (anche se sarà il decreto attuativo a stabilirlo).

Fra i requisiti del nuovo Rei ci saranno il rispetto del limite Isee (non più di 3 mila euro con ulteriore legame con il reddito effettivo disponibile – anche quest’ultimo da stabilire nell’ambito del decreto attuativo) e l’adesione, da parte del capofamiglia, ad uno specifico programma sociale e lavorativo (accompagnare i figli a scuola, ad esempio, oppure accettare eventuali proposte di lavoro).

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