Ddl Stabilità, Grilli: «Un vantaggio per tutti». Giovannini: «Penalizza le famiglie con i figli piccoli»

Economia

Ddl Stabilità, Grilli: «Un vantaggio per tutti». Giovannini: «Penalizza le famiglie con i figli piccoli»

ROMA – Ddl Stabilità? Un bene per tutti. Lo afferma con forza il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli (nella foto), nel corso di una audizione alla Camera, davanti alle commissioni Bilancio, sul ddl stabilità, il quale oggi inizia il suo iter parlamentare.

Da bravo economista espone il suo pensiero servendosi di opportune percentuali: la manovra fiscale prevista dal ddl, che coinvolge 30,8 milioni di contribuenti, apporterà «un vantaggio complessivo per il 54% a favore di contribuenti con lavoro dipendente, per il 34% a pensionati, il 10% ai cittadini con reddito da lavoro autonomo, il restante 2% agli altri», con un beneficio medio pro capite di 160 euro. In quest’ultimo caso il picco di “benefit” «si raggiungerà nella fascia tra i 25mila e i 45mila euro di reddito (220-230 euro), oltre questi livelli» conclude Grilli «il beneficio si riduce progressivamente».

Il ministro ha cercato di dissolvere anche le preoccupazioni inerenti all’aumento di un punto percentuale l’aliquota Iva a partire dal 1° luglio 2013: «Il 50% consumi o non é soggetto a Iva o lo è a quella ridotta al 4%». Dal momento che la maggior parte dei consumi riguarda le spese di supermercato, il ministro a rassicurato che le famiglie con redditi più bassi «fanno parte di quel mondo che non é toccato da queste misure».

Il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, durante un’audizione alla Camera, ha smorzato l’entusiasmo di Grilli nei confronti del ddl, riportando come «le famiglie con figli, in particolare se minori, risultano avere benefici inferiori rispetto alla media del quintile di appartenenza» a causa del «più alto rapporto fra il numero di persone che generano spese deducibili e detraibili e il numero di percettori che caratterizza queste famiglie.

Le modifiche dell’Irpef penalizzano i primi e attribuiscono vantaggi solo ai secondi, attraverso la riduzione delle aliquote». In più, Giovannini evidenzia come «lo svantaggio relativo delle famiglie con figli risulti più evidente se questi sono di minore età, o comunque ancora impegnati negli studi o non economicamente autosufficienti, poiché si lega al fatto che la cura dei figli riduce le probabilità di occupazione delle madri (e, per quelle occupate, costituisce un ostacolo al conseguimento di maggiori guadagni)».

Giovannini, inoltre, contesta anche la percentuale delle spese soggette all’Iva, molto più consistenti rispetto a quelle esposte da Grilli: l’aumento dell Iva, previsto dalla legge di stabilità, «interesserà prezzi di beni e servizi relativi a quasi l’80% della spesa per consumi».

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