Ddl Stabilità, l’emendamento che salverà gli esodati

Economia

Ddl Stabilità, l’emendamento che salverà gli esodati

ROMA, 10 NOVEMBRE – Trovati i fondi per salvare gli esodati. Ad annunciarlo è Pier Paolo Baretta, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera e relatore del Ddl Stabilità, il quale ha confermato il deposito dello specifico emendamento al ddl e che finalmente è sarà garantita «una copertura ampia e risolutiva per l’arco di tempo di competenza della legge di Stabilità».

In che modo, se fine a poco tempo fa il problema sembrava lontano dalla risoluzione, con tanto di contrasti anche sul numero effettivo degli stessi esodati?

«Il nodo degli esodati viene risolto non solo con i 100 milioni già previsti, ma anche con i risparmi che si potranno ricavare dai 9 miliardi già stanziati per la platea dei primi 120mila salvaguardati.» ha spiegato Baretta. «Viene così offerta, finalmente, una copertura ampia e risolutiva per l’arco di tempo di competenza della legge di stabilità al delicato problema degli esodati. Noi relatori ci siamo assunti la responsabilità di chiudere una fase di discussione e di avviare finalmente la fase legislativa.

Mi auguro, naturalmente, che la Camera e il Governo condividano il testo».

L’emendamento, inoltre, dispone che «entro il 30 settembre 2013 il Governo, sulla base dei dati forniti dall’Inps, provvede a monitorare gli esiti dell’attuazione, anche in termini finanziari, delle disposizioni». Nel caso in cui i provvedimenti si rivelino insufficienti l’emendamento prevede che «entro i successivi 30 giorni, con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, si provvede ad individuare le necessarie risorse aggiuntive, rimodulando nella misura necessaria l’indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo più elevato indicati dal medesimo decreto».

Infine, «ogni sei mesi, a far data dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo verifica con le parti sociali la situazione dei lavoratori al fine di individuare idonee misure di tutela, ivi compresi gli strumenti delle politiche attive del lavoro», istituendo «un Fondo di salvaguardia, nel quale confluiscono le eventuali risorse non utilizzate in applicazione delle vigenti disposizioni in materia di salvaguardia».

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